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Giovedì 29 Ottobre, 2009
friggipettole a chi?!

Narra la leggenda popolare che una donna particolarmente distratta e ciarliera, dopo aver messo a lievitare l’impasto per il pane, si sia trattenuta a lungo da una vicina di casa. Tra chiacchiere e pettegolezzi, il tempo passava e la pasta lievitava oltremisura. Al ritorno la donna si accorse di non poter più utilizzare la pasta per fare il pane, ma visto che doveva comunqua portare qualcosa in tavola, decise di non buttare via quell’impasto ricco di bolle e aria. Pensò invece di friggerlo nell’olio bollente e fu veramente contenta quando vide che l’esperimento era riuscito: quelle pastelle irregolari avevano un gusto stuzzicante e i parenti non solo apprezzarono ma ne furono entusiasti. Erano nate le PETTOLE e con l’oro l’azzeccato epiteto di “frici pettuli” (friggipettole) affibbiato alle donne particolarmente intraprendenti e parlantine.

In questi giorni nelle cucine televisive de I cucinatori, in onda alle 17.10 sulla RSI 1 e on line dal giorno dopo sul sito della trasmissione io e Aurelia Bolomey abbiamo proprio fatto le friggipettole.

Nel senso che abbiamo parlato, parlato, parlato… fatto un po’ di chiacchiere e risate e anche un po’ cucinato. E tra pettole dolci, salate, col baccalà della Vigilia, con le acciughe e in tanti stuzzicanti modi

(rigorosamente impastate a mano e tuffate nell’olio col metodo pugliese della pallina di pasta tra le mani), abbiamo pure buttato là l’idea di inventarci una friggitoria viaggiante o un baracchino con vendita di stuzzichini frittolosi!!! Chissà. Nel frattempo continuiamo a sfogliare e macchiare con generose patacche d’unto il libro Tuttifritti (prossimo post) e a friggere  senza sosta (stasera gara tra cotoletta e wienerschnitzel e domani gran finale col cibo di strada siciliano).

Bon appétit…


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