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Martedì 13 Maggio, 2008
Gli spiedini del “fazzolettaro” ovvero del perché una pugliese non può mangiare pesce da Manfredonia in su

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Vediamo se anche stavolta riesco a fare un post politicamente scorretto e urtare la sensibilità culinaria di qualcuno.

Vengo da un incantevole “giro solare” a Pesaro, tre giorni praticamente perfetti, una sorta di aperitivo d’estate dove sole abbagliante e cielo terso, vento pulito e mare inaspettatamente blu facevano venire una voglia inguaribile di pesce. E pesce speravamo che fosse ma… Com’è noto Pesaro è gastronomicamente influenzata dalla Romagna (e viceversa) e perciò di fatto è tutta una piada, una tagliatella, un passatello, una grigliata di carne o di pesce. E qui veniamo a noi, alla grigliata di pesce “rivierola” quella cosa per intenderci comune a tutti i lungomari d’Italia (a tal proposito consiglio vivamente di leggere le note di Moreno Cedroni a pag 76 e 77 di Multipli di venti dove spiega l’evoluzione della sua grigliata: MITICO, un pezzo di storia italiana).

In sostanza il pesce o qualcosa che vagamente gli somiglia viene completamente coperto con un trito indistinto di PANEPREZZEMOLOAGLIO e poi passato su griglie infernali che conferiscono il tipico sapore bruciaticcio e indigesto da completare rigorosamente con lo spicchio di limone. Praticamente una bestemmia per chi è abituato a mangiare il pesce fresco, crudo o appena scottato.

E poi c’è la storia del fazzolettaro. Cioè io la so, non so se è vera in tutti i dettagli ma non posso ignorarla. Ora so che se la racconto rischio di infamare ingiustamente tre quarti di ristoratori italiani, allora è meglio dire che è una storia di fantasia, senza precisi riferimenti spazio temporali.

Diciamo solo che…

(nella foto i resti di una grigliata di pesce a casa mia) qualche anno fa il signor fazzolettaro, noto pizzaiolo e ristoratore pugliese aveva aperto un “rinomato” locale in romagna. Quando era febbraio, marzo calava nella sua città d’origine a reclutare il personale per la stagione estiva, cinque, sei, dieci, venti ragazzi che avrebbero rivestito i ruoli di camerieri, cuochi, lavapiatti, ecc. Il lavoro iniziava da subito perché il fazzolettaro era persona scrupolosa e voleva garantire il giusto apprendistato. I ragazzi partivano così già a marzo e prendevano possesso dell’alloggio che guarda caso era il locale stesso (letti di fortuna, brandine o gli stessi pavimenti)! Il lavoro consisteva nel confezionare tutto il giorno gli spiedini per la grigliata. Si partiva dallo scongelare quintali di calamari, gamberetti, e pezzi di pesce indefinito, infilzarli negli stecchi e passarli in tonnellate di panatura. Poi via al ricongelamento e così senza fine fino ai primi di giugno quando iniziava la stagione e gli spiedini venivano usati per uso interno o rivenduti ad altri locali per assecondare i palati dei villeggianti vogliosi di pesce fresco. Del resto dopo la spiaggia, il sole e il bagno una bella grigliata è esattamente quello che ci vuole, o no?


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8 commenti per “ Gli spiedini del “fazzolettaro” ovvero del perché una pugliese non può mangiare pesce da Manfredonia in su ”

  1. uccio ha scritto il Martedì 13 Maggio, 2008 alle 5:40 pm :



    ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

  2. carlo ha scritto il Mercoledì 14 Maggio, 2008 alle 9:25 am :



    Carissima Viviana, sembra di leggermi, colgo la vena polemica che contraddistingue i miei post, e devo dire, con la quale mi sono conquistato una pella schiera di nemici. Naturalmente il tuo garbo ed il tuo stile pongono tutto in una luce più serena e competente. ma che dire, ce ne sono di fazzolettari che oltre a scongelare si applicano a rovinare una cosa semplice e perfetta nella sua essenzialità. Aggiungerei solo qualche ingrediente: una manciata di intontimento da sole e mare, un pizzico di inebriamento da sauvignon, la compagnia giusta q.b. e, se reperibile, una terrazza sul Mediterraneo.
    Un saluto
    Carlo

  3. carlo ha scritto il Mercoledì 14 Maggio, 2008 alle 9:27 am :



    Ed aggiungerei al garbo ed allo stile anche la preparazione e la formazione culturale.
    Lungi da me il voler paragonarti a me.

  4. vivla ha scritto il Venerdì 16 Maggio, 2008 alle 7:44 am :



    Carlo grazie per la comprensione, non volevo fare polemica o dividere il mondo in furbastri e poveri innocenti, ma tant’è siamo tutti in balìa dei fazzolettari…

  5. carlo ha scritto il Venerdì 16 Maggio, 2008 alle 8:39 am :



    ma certo, figurati…

  6. salsadisapa ha scritto il Mercoledì 21 Maggio, 2008 alle 9:54 am :



    cara viviana, piacere di conoscerti: credo sia la prima volta che capito qui nel tuo blog… mi sono letta il post tutto d’un fiato: altro che polemico, lo trovo sensatissimo, e pure “doveroso”. doveroso per almeno 2 motivi: primo perché certi furbastri dovrebbero smetterla di credere di aver a che fare con un branco di tonni affamati che mangerebbero qualunque cosa purché puzzi vagamente di pesce, secondo perché il branco di tonni, che tristemente esiste davvero, dovrebbe un minimo allenare le proprie papille gustative per imparare a distinguere pesce “vero” da pesce-balla.
    tutto questo detto da un’umbra, nata e cresciuta in una regione senza mare ma con un amore smisurato per il pesce, mangiato quasi sempre da manfredonia in su, e severamente selezionato col lanternino ;-)
    tornerò a leggerti, saluti!

  7. vivla ha scritto il Mercoledì 21 Maggio, 2008 alle 3:54 pm :



    Ciao anch’io non ti conoscevo ma ho già dato un occhio al tuo blog ed è molto interessante. Bellissima la grafica e i colori, complimenti, del resto vedo che ti occupi di architettura. Allora devi assolutamente venire a casa 7, il nostro piccolo mondo fatto di cucina e design…
    Che bello trovarti daccordo sul pesce. Ciao umbra.
    A presto
    V.

  8. Sandra ha scritto il Mercoledì 21 Maggio, 2008 alle 11:14 pm :



    copio e incollo Carlo:
    AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHA!!!!
    Mamma mia che storia che hai raccontato, vivia! Da rabbrividire… :(
    E le ultime dai notiziari non é che facciano stare meglio..
    Un abbraccio e spero di poter un giorno godere di una delle tue grigliate..
    Beso



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