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Sabato 26 Aprile, 2008
elogio della semplicità…

fassone.jpg

… e anche della bontà, della bravura, dell’essenzialità, della leggerezza, del buon gusto, della professionalità, dell’educazione, dell’intelligenza, della passione, della ricerca, della voglia di fare, di lavorare come si deve.

Ebbene sì, qualche tempo fa, dopo il pranzo di ieri, avrei scritto una delle mie schede/recensioni più entusiastiche ed appassionate in assoluto, quelle che inevitabilmente per numero esagerato di battute o eccesso di enfasi venivano poi (forse anche giustamente) “tagliate” o moderate.

Ma qua, adesso, posso essere enfatica quanto mi pare e sperticarmi spudoratamente in tutte le lodi che voglio per Andrea Borroni, lo chef giovane e bravissimo del Nuovo Macrì a Trecate.

Non smetterò mai di ringraziare chi me l’ha fatto conoscere (grazie Gorr) e spero di tornarci tutte le volte che sarà possibile. Il locale è rara oasi di piacevolezza, ben lontano da tutto ciò che è diventato insopportabile nella ristorazione contemporanea: l’ostentazione e i prezzi alti, l’approssimazione e la faciloneria, il pressappochismo o l’assurdo atteggiamento di voler stupire a tutti i costi.

Il Nuovo Macrì è secondo me come un ristorante dovrebbe essere. Un luogo tranquillo e gradevole, con un servizio che non pesa e uno stile generale che è la perfetta sintesi tra l’esserci e il non farsi sentire. Il segreto dei posti migliori dove sono stata non a caso è sempre lo stesso: tutto sembra scorrere alla perfezione e non si percepisce la fatica che c’è dietro. Ogni cosa è semplice e naturale e ci si potrebbe fermare qui congratulandosi o provando profonda gratitudine per il buon cibo e il trattamento ricevuti. Ma a questo punto è ancora più naturale (capita credo ad ogni persona dotata di un minimo di sensibilità) chiedersi di chi è la testa, di chi sono il cuore e la pancia, di chi le mani.

La cosa che mi ha colpito di più è il fatto che Andrea ad appena 30 anni (vabbè parlo da trentacinquenne e c’ho la tara che chiunque sia più giovane di me sia giovane tout court!!!) possegga già la saggezza che si raggiunge dopo anni e anni di carriera ed esperienza.

La pulizia dei piatti è sconvolgente, il rigore è quello di chi ha deciso di togliere il superfluo e si concentra sui sapori, netti e definiti. C’è la sapienza di dosare, il buon gusto delle presentazioni e il buon senso di non dover dimostrare a tutti i costi tecniche e capacità pseudo creative. La vera bravura di Andrea è nella misura, che fa sì che ogni piatto sia già completo e “risolto”, come dire… maturo. Per me, sempre in bilico e in ansia tra l’essenzialità della non cucina e il barocchismo della voracità è stata una grande lezione, un passettino in più per capire che tipo di cucina voglio fare (e mangiare).

Ed ecco il menu (non ci sono foto perché mi pare assurdo portarsi una macchina fotografica a tavola, specie quando si è in piacevole compagnia, e non me ne voglia Andrea se non ho i nomi precisi dei piatti), piemontese e primaverile e cioè perfetto per una gitarella a Trecate in un 25 aprile finalmente tiepido.

 

Come stuzzichino un paté di fegatini delizioso da ricetta della mamma (accompagnato da ottimo pane a lievitazione naturale); poi la battuta di fassona con capperi e verdurine, sormontato da un ovetto di quaglia fritto (a proposito di eccellenza della semplicità); come primo un risotto perfetto agli asparagi con piccola quennelle di gelato al parmigiano; piatto forte una succulenta e morbidissima carne di fassone (credo scamone) avvolta in soave pancetta e cotta alla perfezione, con una semplice e gustosissima cipolla bianca e poche gocce di vino ridotto. Cosa volere di più? Il dolce a fine pasto? Di solito non lo prendo ma di fronte alle fragole col sorbetto al basilico e una delicatissima crema di ricotta versata al momento non si poteva resistere. Degna conclusione di un pasto notevole e incredibilmente leggero e digeribile.

Da non perdere.


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13 commenti per “ elogio della semplicità… ”

  1. Massimo MAX61° ha scritto il Lunedì 28 Aprile, 2008 alle 10:57 am :



    Grazie per il pensiero. Credo molto in Andrea e nelle sue capacità.Sto cercando di fare tutto il possibile per fargli la giusta pubblicità che merita.
    E’ sembre bello poter constatare di essere sulla stessa lungheza d’onda.
    Ciao
    LA MAX61°

    P.S. Posso mettere questa tua (link) nel forum di VG?

  2. vivla ha scritto il Lunedì 28 Aprile, 2008 alle 11:42 am :



    Si linkalo pure se può essere utile ad Andrea. Da parte mia vorrei solo precisare che non voleva essere una recensione.
    Saluti.
    V.
    PS. Ci conosciamo?

  3. Massimo MAX61° ha scritto il Lunedì 28 Aprile, 2008 alle 7:31 pm :



    Come ti ho già scritto in pvt non credo che noi ci si conosca.
    Son comunque contento di vedere cosa hai intrapreso. Avessi la tua età ……..forse……qualcosa tenterei pure io.
    Ciao e buon lavoro
    LAMAX61°

  4. carlo ha scritto il Martedì 29 Aprile, 2008 alle 8:47 am :



    Esattamente quello che si dovrebbe ricercare e trovare in un ristorante, mi pare di capire. Chef un po’ meno star e un po’ più cuochi.
    Concordo ed apprezzo il post ed il menù che spero, se la stagione sarà quella giusta di gustare quanto prima.
    Saludos
    Carlo

  5. vivla ha scritto il Martedì 29 Aprile, 2008 alle 6:28 pm :



    @ Massimo non è mai troppo tardi per intraprendere ciò che si ama.
    @ Carlo, se ho capito bene i tuoi gusti quel pranzo ti sarebbe piaciuto assai.
    A bientot
    PS. Anche se non capisco nulla di barche e vele, leggere le tue cronache fa, come dire, respirare a pieni polmoni. Grazie
    V.

  6. Massimo LaMax61° ha scritto il Martedì 29 Aprile, 2008 alle 7:24 pm :



    Vedi, per me, cucinare è un hobby e non voglio assolutamente mischiare le cose. A parte che, a 59 anni, è duretta fare un lavoro del genere e poi, te lo dico chiaro e tonto: cucinare, per me, non può coincidere con il degustare al ristorante. Siccome son troppo goloso e curioso, ho dovuto fare una scelta precisa e non avrò mai un ristorante.
    Ciao e ci si legge
    LA MAX61°

  7. carlo ha scritto il Mercoledì 30 Aprile, 2008 alle 9:13 am :



    Mi fa molto piacere, e se capitate in zona, la mia narca è a completa disposizione.
    Peace
    Carlo

  8. Raffaella ha scritto il Mercoledì 30 Aprile, 2008 alle 9:13 am :



    Conosco personalmente Andrea, un bravo ragazzo dalle tante passioni e di queste nessuna mai superficiale.
    Oggi è il suo compleanno e gli faccio tanti auguri per i suoi primi trentanni e per i prossimi trenta pieni di soddisfazioni!

  9. carlo ha scritto il Mercoledì 30 Aprile, 2008 alle 9:13 am :



    Barca, scusa, era barca e non narca

  10. carlo ha scritto il Mercoledì 30 Aprile, 2008 alle 10:41 am :



    ah, e vedi che c’è anche un raccontino sull’esperienza al ristorante, purtroppo ben diversa dalla tua…ma quando ce vò ce vò.

  11. liquirizia ha scritto il Mercoledì 30 Aprile, 2008 alle 3:25 pm :



    Vivi ho bisogno di un tuo parere.. sono triste. Ho avuto di che discutere con foodblogger che elogiano i ristoranti da 150 euro in su. Sicuramente un’esperienza sensoriale, emozionale e tante altre cose.. ma io li ho criticati, secondo me quella cifra non ha senso (certo, loro la paragonavano ad una borsa di prada da 400 euro, e chi la comprerebbe mai? mi sembra un affronto all’intera umanità, ed in quel caso ti consiglio col cuore di spenderteli in un ristorante!!) ma secondo te, dev’essere tutto così? Mi spiego.. io non voglio essere chef, la cucina la amo, ma da un altro punto di vista. Forse molto vicina a quello che ho letto nella tua presentazione, come diceva tua nonna “bisogna mangiare e cucinare tutti i giorni, se non riesci a diventare bravo, che vali?”. Mi sentirei in colpa a spendere 150 euro a testa in una cena, anche se c’è il gelato al tartufo, anche se c’è il piccione con le ostriche. Hanno insinuato che non dovrei nemmeno avere un blog di cucina se la penso così. Io nel mio blog ci metto quello che mi pare, siano tutte ricette della nonna o esperimenti mal riusciti, ho risposto. Ma la cosa mi interessa, perchè in realtà nella mia genuinità penso di essere brava, e loro mi hanno abbattuto. E’ veramente questo? Leggere la recensione di questo ristorante dove sei andata mi ha sollevato, il tuo riferimento al budget.. la felicità di una pietanza non può essere semplice, essenziale, economica? So che è così,ma non capisco allora questa tristezza, forse ho bisogno di altre persone che la pensino come me..

  12. vivla ha scritto il Mercoledì 30 Aprile, 2008 alle 6:11 pm :



    Ciao Sabrina che dire, non è facile. In effetti questo post sul nuovo Macrì, in concomitanza con l’esperienza di Carlo raccontata nel suo blog sulla pantera rosa (tra l’altro spassosissimo il racconto Cà!!!) sembra riaprire la dolorosa questione sulla ristorazione. Prezzi alti in situazioni al limite del paradossale, prezzi giusti in poche isole felici, questione “morale” sullo spendere certe cifre da capogiro, ecc.
    Personalmente ho speso cifre pazzesche giustificandomi col fatto che ne valeva veramente la pena, che mi serviva per il mio lavoro, che per la tua passione devi essere disposto a fare rinunce (un classico dire non mi compro un paio di scarpe o una borsa pur di andare da…). Ed effettivamente girare tanto e conoscere tanti posti a me è servito e serve tantissimo. Anche a capire quanto lavoro e quanta fatica ci sia dietro un ristorante da 150-200 euro. Che poi in certi casi ci sia la malafede e non sempre il prezzo sia garanzia di eccellenza è un altro discorso. Sinceramente non lo so cosa è davvero giusto, penso che ognuno debba regolarsi come crede. Però è inaccettabile che qualcuno, cara Sabri ti dica che dovresti chiudere il blog perché hai espresso la tua opinione. Di tromboni ce ne sono già troppi in giro e purtroppo tutti si sentono autorizzati a pontificare. Insopportabili, da sotterrare come hai fatto tu, con la forza della semplicità. Un abbraccio e butta via quella tristezza.
    V.

  13. Massimo LaMax61° ha scritto il Giovedì 1 Maggio, 2008 alle 4:46 pm :



    Liquirizia, l’approccio alla ristorazione è fatto strettamente personale ed ognuno la pensa come vuole. Stessa cosa vale per il tuo blog. Tu accetta le critiche e continua per la tua strada. Non ci badare. Di solito, chi parla (digita) troppo, poco fa praticamente. Personalmente mi sono posto un limite di spesa. Ristoranti sopra i 150 € non mi interessano ed a loro ricorro solo per occasioni particolari. Sono affascinato più da chi usa materie prime non nobili e cerca di cavare il cosidetto “ragno dal buco” a prezzo accessibile. Andrea Borroni -Nuovo Macrì, è uno di questi. Detto tra noi, in 35 anni che giro per ristoranti (ne avrò provati oltre 300, per difetto) le fregature più belle le ho avute in locali di fascia alta. Tanta pompa e poca sostanza alla fine o forse, la mia aspettativa era maggiore. Non bisogna generalizzare ed alcuni grandi sono veramente grandi. Le mezze calzette camuffate da grandi sono patetiche, questo si.
    Ciao
    LAMAX61°



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