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Domenica 20 Aprile, 2008
Guida alla felicità minore

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Alzarti di notte, perché ti punge il pensiero della cassata in frigorifero. E mangiarne una fetta così, sola, segretamente, in piedi, in camicia da notte.

Quel tempo morbido e fluttuante, tra lo svegliarsi e l’alzarsi e le mille cose pensate.

Togliere l’etichetta a un vestito appena comprato.

Quando dalla mia stanza, ancora dormendo, al di là della parete, udivo il tintinnio del cucchiaino d’argento nella tazza di caffè di mio padre.

Il salice piangente, con le chiome leggere che, mosse dal vento, spazzano il vialetto.

Un Veuve Cliquot ghiacciato in una coppa di sottile cristallo.

Un pasto caldo dopo un funerale.

Entrare in un grande orto, al tramonto, quando è stato da poco innaffiato.

Un margarita ben ghiacciato alle otto di sera.

Le gambe arcuate e l’andatura rapida e erotica di Luca Zingaretti.

Le piccole piramidi tronche di pasta, ripiene di ragù di carne: i timballetti.

Il vecchio Ninuzzo, storico meccanico palermitano, cencioso e regale, ti dice parlando delle abitudini della nuora di Bressanone: “Che vuole, signora, sempre selvaggi sono!”.


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9 commenti per “ Guida alla felicità minore ”

  1. Sandra ha scritto il Lunedì 21 Aprile, 2008 alle 4:28 pm :



    fantastico!!!
    :-***

  2. vivla ha scritto il Martedì 22 Aprile, 2008 alle 8:58 am :



    si Sandra questo librettino è davvero speciale; apparentemente facile e scorrevole in realtà riesce a farti sorridere, a commuoverti e a smuoverti cose tue magari dimenticate. E poi fa venir voglia di elencare i propri, momenti di felicità minore. Chessò sbirciare con la coda dell’occhio la signora chic che davanti a un tuo buffet si avventa con dita avide sull’ultimo finger food rimasto…
    Continuiamo?

  3. Hipert ha scritto il Martedì 22 Aprile, 2008 alle 10:51 am :



    Parlare fitto fitto al cinema prima che inizi il film.

  4. uccio ha scritto il Martedì 22 Aprile, 2008 alle 11:04 am :



    i cornetti caldi la mattina presto d’estate guardando il mare salentino di un colore ancora tenue. La sabbia fredda sotto i piedi sapendo che tra qualche ora il caldo non lascerà respiro.

  5. vivla ha scritto il Martedì 22 Aprile, 2008 alle 11:43 am :



    hipert spero che tu non sia mai quello seduto dietro di me!!!
    uccio, ma i cornetti rigorosamente crema e amarena, no?

  6. carlo ha scritto il Martedì 22 Aprile, 2008 alle 12:04 pm :



    devo citarti questo libro, che sicuramente conoscerai, “La prima sorsata di birra” di P. Delerm.
    E’ una raccolta di piccoli piaceri. Come appunto la prima sorsta di birra, un sapore diverso da quelle successive. Quella che gusti con le papille preparate ed emozionate dalla sottile schiuma sul bordo del bicchire…

    Amor, salud y plata, y el tiempo para gustarlos…

  7. Hipert ha scritto il Martedì 22 Aprile, 2008 alle 12:15 pm :



    Per Giò: Passare a zona 2-3 dopo che gli hai fatto un break di 10 a uomo e lui chiama time-out….:-)

  8. Sabrina ha scritto il Martedì 22 Aprile, 2008 alle 1:24 pm :



    L’odore di carta appena entri in un’edicola.. l’odore di cannella appena apri la dispensa..:)
    Vivi tesoro, ti invito ad un meme che non è per niente solito, si chiama “meme dei frutti dimenticati” ed ha a che fare con la mia tesi, se hai un momentino passa.. bacino

  9. vivla ha scritto il Martedì 22 Aprile, 2008 alle 3:35 pm :



    @Sabrina: Bellissima tesi, in bocca al lupo e buon lavoro. Non so se ho già qualche ricetta di cotognata o gelsi, cercherò o mi inventerò qualcosa (ti dico per certo che Ciccio Sultano è uno che usa molto i frutti dimenticati, azzeruole, carrubi e pesche tabacchere per esempio, se puoi guarda il suo libro). Nel frattempo a proposito di frutti e piccole felicità: mangiare una melagrana appena raccolta dall’albero, all’inizio di uno di quegli autunni ancora molto tiepidi al sud. Il succo che ti cola fino al gomito mentre cerchi di non perdere neanche uno di quei chicchi rubini…
    @Hipert: Gio approva e ringrazia. Ci vediamo venerdì, non vedo l’ora.
    @Carlo: Si Delerm lo conosco e a suo tempo me l’ero gustato proprio come una buona birra, ma qui c’è in più la femminilità e l’intelligenza sensibile di una donna. Convengo sull’ultima frase. Grazie
    PS. Sul reCaptcha non posso farci nulla, è necessario, ero massacrata dai messaggi spam.



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