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Domenica 19 Agosto, 2007
civiltà

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da domani dovrò dire addio a questo piccolo capolavoro di civiltà: il caffè in ghiaccio. Specialità esclusivamente salentina, tanto che da domani nei bar del resto d’Italia dovrò spiegare al barista di turno come fare per realizzare qualcosa che somigli vagamente a questa bevanda deliziosa. E se saranno pazienti e non mi guarderanno male, dirò loro di preparare un espresso classico, né troppo ristretto né troppo lungo; nel frattempo, nei circa 30 secondi che il caffè impiegherà a scendere, dovranno prendere un bicchiere di vetro, basso, tipo tumbler e riempirlo con 4-5 cubetti di ghiaccio cristallino. Poi sistemare sul banco la tazzina, fornita di piattino, cucchiaino e zucchero, il bicchiere con ghiaccio e un ulteriore bicchierino d’acqua fresca (da sorbire prima per pulire il palato, altro esempio di civiltà da esportare). Niente di più, niente di difficile, a quel punto sarò io, il cliente, a decidere se e quanto zuccherare il caffè, a versare in un colpo il contenuto della tazzina nel bicchiere, a mescolarlo o rotearlo affinché si raffreddi all’istante senza far sciogliere troppo il ghiaccio (il segreto di ogni cocktail, tra l’altro) e a sorbirlo beatamente. Sembra niente ma allora perché tutte le volte che mi sono avventurata nella richiesta di un caffè in ghiaccio fuori dalla Puglia, mi sono ritrovata tazzine con un triste cubetto galleggiante dentro, o visioni imbarazzanti di bicchieri messi di sbilenco sotto i beccucci che puntualmente venivano rigati da una oscena sbavatura esterna, o ancora caffè zuccherati secondo il gusto dell’operatore del caso ovvero miscugli sciropposi da tirarglieli dietro o altri orrori che è meglio non rammentare. Meglio ricordare invece “lo spirito” del caffè in ghiaccio: quello di un caffè espresso (quindi non stantìo o riciclato come la maggior parte dei caffè freddi), puro (senza inutili e pesanti aggiunte dolciastre o pannose tipiche dei caffè shakerati o frullati), ma incredibilmente piacevole ed estivo.

Altre due notizie per i non pugliesi: il caffè in ghiaccio deve costare come un normale espresso (diffidare da chi fa pagare il servizio in più, sarebbe come pagare il bicchierino d’acqua di cui sopra) ed è ammessa, anzi addirittura auspicabile, la variante con latte di mandorla come dolcificante al posto dello zucchero.

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3 commenti per “ civiltà ”

  1. mariella ha scritto il Venerdì 31 Agosto, 2007 alle 9:20 am :



    Le scrivo per esprimerle i miei complimenti per la sua attività e, quindi, per il suo
    sito web e per il suo blog. Leggendo dei suoi ricordi, della sua famiglia e delle
    influenze delle sue origini nella sua cucina ho avuto un momento di gioia e nostalgia
    al tempo stesso. Sono pugliese, salentina per lo più, e quindi rivivo in quello che lei
    racconta la mia realtà personale e gastronomica. Grazie ancora e a presto. p.s. come ha
    ragione sul caffè al ghiaccio!!!!!!

  2. max - la piccola casa ha scritto il Venerdì 31 Agosto, 2007 alle 10:51 am :



    Molto interessante il tuo blog, compliementi e bravissima!

    max
    http://lapiccolacasa.blogspot.com

  3. Ro ha scritto il Lunedì 5 Maggio, 2008 alle 1:32 pm :



    come ti capisco.. anche per me quando vengo via da Lecce non poter gustare il acffè in ghiaccio è una tristezza infinita



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