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Mercoledì 15 Agosto, 2007
ma cosa vuoi di più dalla vita?

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Una vacanza in Lucania…

E’ tutta colpa di Gaetano Cappelli e delle sue incredibili opere (dopo l’ormai mitica Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo e ancor di più dopo lo struggente Il primo, libro che mi ha scombussolato al punto da svegliarmi di notte per continuare a leggere e quando non ce la facevo più a tenere gli occhi aperti e ricadevo in preda al sonno, quello dolce e pesante del primo mattino, mi procurava sogni densi e contorti nei quali la trama prendeva altre pieghe, tornava su se stessa o si complicava e risolveva in mille modi diversi, insomma un romanzo che mi ha preso e trascinato come non mi succedeva dai tempi gloriosi dell’età delle letture forti, dopo tutto ciò dicevo è ufficiale, lo adoro) se ho abbandonato per qualche giorno la Puglia (a proposito Chiara e Stefano dell’ultimo post, quello sull’aragosta, vi siete avvicinati entrambi ma vi lascio ancora un po’ sulle spine, del resto un pranzo del genere mica si può vincere così facilmente) per avventurarmi in questa regione tanto piccola quanto insospettabilmente interessante e varia. Basilicata da scoprire, Lucania tutta la vita dunque? Non esageriamo ma non poteva essere di andare dall’altra parte del mondo e non aver mai visto Matera!!! Così suggestionata anche dei racconti di mia madre che nel ‘54, ovvero quando aveva appena finito le elementari, ci aveva vissuto per un’estate, con tutta la numerosa famiglia in un sasso, al seguito del padre, il caro nonno Angelino che tanto somigliava ad Amedeo Nazzari, era capo cantiere, finito laggiù per costruire il Jolly hotel delle città nonché per conquistare qualsiasi dama gli capitasse a tiro, tra cui una pare molto prosperosa contessa con la veletta (motivo scatenante quest’ultimo per cui la nonna aveva deciso di affrontare, trascinandosi dietro i cinque figli e i numerosi bagagli, le immagino mirabolanti ferrovie sud ovest, raggiungere il fedifrago e rimettere a posto famiglia, contessa e velette); mio Dio ma cosa sono questi periodi così lunghi, non è che mi sto cappellizzando???!!! suggestionata e motivata di tutto punto, dicevo, mi sono ritrovata tra scavi, sassi, stradine e montagne, paeselli fuori dal tempo e scorci di mare tutt’altro che banali, matera e potenza, dolomiti lucane e maratea, castelmezzano e senise, tutti incredibilmente belli e semplici, pochi fronzoli e tanta gentilezza, nelle cose e nei modi delle persone, discrete e per bene, forti di un’identità non urlata ma autentica. E poi ovviamente il vino, quell’aglianico di cui sopra che adesso mi sento indegna di descrivere, e il cibo, soprattutto pane, tanto pane finalmente e semplicemente buono come il pane (ne avrò mangiati da sola una cosa come cinque chili in quattro giorni…), e i peperoni cruschi, e l’olio, e le carni e le cotture, e i salumi e i formaggi…

e allora : cosa volere di più dalla vita? Un Cappelli.


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