pres4cription4 tramadol 50mg drug hydrochloride tramadol buy tramadol, what does a tramadol look like, 6fhFeT, viagra for women, ulf ; Vn9bFN, viagra and eating a meal; xanax without a prescription; tramadol pain receptors; NHKkguO; viagra boost as viagra, EHhCAG; VCbsO, time of day to take viagra, viagra, valium viagra interaction, viagra art; Csi1UGo, w7eZ; buy cialis; JLzDDI8, z2vHfj, cialis mexico LoDLSGC; viagra samples WtNnl, u2G5L, online pharmacy prescription drug viagra, k8RtdfEA


Giovedì 17 Febbraio, 2011
e tu quanto ti senti foodies?

Qualche post fa avevo parlato dell’uscita della guida foodies del Gambero, spiegato il perché e il percome della mia collaborazione e iniziato a stilare il mio personale taccuino di posti foodies sul lago di Como e dintorni. Ieri sono stata ospite al programma di cucina della Tsi, Piattoforte, a parlare di tutto ciò e mostrare, in video, come può essere una “giornata ideale” da foodies. Cappuccini, croissant, spesa, mercati, viaggi, prenatozioni per cena, blog, libri e molto altro… Adesso però inizia il bello, il taccuino si allarga, le segnalazioni di luoghi e territori foodies aumentano e ovviamente si sconfina oltre frontiera. Dopo il pane del Piff (la Bottega del Fornaio del mitico Giuseppe Piffaretti a Mendrisio) sarà la volta della pizza. Sono già in movimento per andare a scovare le più buone pizze in circolazione, pizze al taglio, al piatto, al tagliere, alte, basse, croccanti o soffici, voglio provare di tutto e sono disposta a muovermi nei dintorni ma anche fare qualche km in più in puro spirito foodies. Accetto segnalazioni di ogni tipo, cari amici vicini e lontani, mi aiutate?  Quali sono secondo voi le pizze da non perdere???


Puoi seguire i commenti a questa notizia attraverso RSS 2.0 feed.
Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.



3 commenti per “ e tu quanto ti senti foodies? ”

  1. Squaquerello ha scritto il Venerdì 18 Febbraio, 2011 alle 1:54 pm :



    Essendo un fedele spettatore di Piattoforte, ho veduto la puntata in cui sei stata ospitata, e pertanto colgo l’occasione di questo tuo post, che capita a fagiuolo, per complimentarmi per la gradevolezza dell’intera trasmissione. L’altro pomeriggio finalmente abbiamo avuto la possibilità di sbirciare nel dolce tempio di Mendrisio del guru della farina Pif. Finalmente – forse a causa della tua presenza - il simpatico e perfettino (ma un po’ narcisetto) Simone Bianchi è caduto in errore, dimenticando d’aggiungere i pomodorini al pesce, prima d’infornare. Ma soprattutto, doppiamente finalmente, t’abbiamo rivista sugli schermi della RSI, dopo una lunga assenza davvero ingiustificata, per presentare una vera e propria Bibbia dei foodies, alla scrittura della quale hai collaborato. La mia speranza è che la valida ed altrettanto simpatica Sara Galeazzi, avendo raccolto l’ennesima prova che le tue partecipazioni rendono il programma ancor più piacevole e gustoso, possa invitarti con maggiore frequenza, e son sicuro che la mia speranza sia anche quella di tutti gli altri spettatori televisivi e lettori del tuo blog. E sempre riguardo la trasmissione di cui sei stata ospite, permettimi una breve annotazione : nel corso della puntata si è parlato del sempre più crescente uso di cuocere la pasta nell’acqua del mare, pratica ad onor del vero assai vecchia come il cucco, ed a tal proposito son sicuro che conoscerai gli spaghetti con il pesce sf’sciute, che in barese sta a significare scappato, ossia gli spaghetti, od in genere la pasta, cotti in una pentola con acqua, sale, pietre e conchiglie raccolte nel mare. Si narra che a Bari Vecchia, soprattutto nel dopoguerra, non poche volte chi non poteva permettersi il pesce con tale semplicissimo rimedio riusciva a gustare un buona spaghettata, non rinunciando all’inimitabile sapore del mare. Il tuo vicino Arlecchino, che nella sua Bergamo addentava il pane annusando l’arrosto d’una osteria, nel Sud aveva raccolto alcuni proseliti, capaci d’ adattare il tutto secondo i differenti gusti del luogo.

    E veniamo al tuo invito di segnalare dove divorare pizze o focacce da leccare i baffi anche per coloro che i mustacchi non hanno. Abito lontano dalla città di Como e ne consegue che non potrò esserti d’aiuto, ma tralasciare la Puglia, discorrendo di focacce, devi convenire che sarebbe un vero delitto gastronomico : gradirei pertanto che fossi tu a suggerirci qualche buona focacceria pugliese, e siccome, a volte, ciò che pare lontano in realtà è molto più vicino di quanto potrebbe sembrare, il nome Botteghino ti evoca per caso qualcosa, capace di profumare, al tempo stesso, di focaccia e d’un ancor più gradevole proustiano passato ?

    P.S. Essendo tempo di dolci di Carnevale, potrei segnalarti un panificio dove si possono gustare fra le più leggere e delicate chiacchiere d’Italia, ma essendo lontano da Como, e temendo d’essere OT, desisterò.

  2. vivla ha scritto il Venerdì 18 Febbraio, 2011 alle 4:03 pm :



    ancora una volta grazie, per le belle parole, per la puntualità e l’attenzione che mi riservi sempre, per gli aneddoti su ricette, usi popolari, storia e cultura che emergono dal commento. Grazie per aver nominato il proustiano botteghino, anche se questo mi fa pensare che tu mi conosca al di là della tv e del blog… Allora facciamo così, io faccio il nome di qualche pizzeria pugliese ancor più evocativa (Romanelli ti dice qualcosa?), in cambio tu mi riveli il panificio chiacchieroso lontano da Como…

  3. Squaquerello ha scritto il Giovedì 24 Febbraio, 2011 alle 3:18 pm :



    Mille volte perdonami per il gran ritardo con cui ti rispondo, ma non essendo munito di connessione casalinga ad Internet, purtroppo soltanto quest’oggi ho modo di poter raccogliere il tuo invito, procedendo alla esternazione del mio suggerimento da apprendista foodie, o giù di lì. In principio, avendo letto con immenso piacere la tua risposta, permettimi però una duplice annotazione : innanzitutto devo manifestare il mio rincrescimento, ma pur avendo percorso verosimilmente i medesimi cammini cittadini, mai si è presentata l’occasione di conoscerti, e di ciò, è ovvio, non posso che dolermene. Soggiungo che sino a due mesi addietro addirittura ignoravo le nostre comuni origini.
    Pur apparendo, a conti fatti, le vie del cielo finite, talvolta le medesime si rivelano per davvero infinite, e pertanto ho la possibilità d’essere spettatore della RSI all’incirca da un annetto. I Cucinatori (poi Piattoforte), della televisione svizzera è una delle mie trasmissioni preferite, ed apprezzando le persone che sappiano distinguersi per spontaneità, professionalità, gentilezza e genuinità, fra i vari chef ( perchè tu sei una vera chef e non una semplice cuoca, così come invece ami definirti) non potevi passare inosservata. Devi però convenire che ascoltandoti risulta alquanto arduo intuire la tua esatta origine, ed avendo accennato genericamente alla Puglia in un servizio dedicato all’olio d’oliva, avevo immaginato che soltanto i tuoi genitori provenissero dalle nostre terre, e che tu fossi invece nata e cresciuta nel profondo nord. Due mesi or sono, mi son deliziato nell’approfondimento della conoscenza del tuo sito, e gironzolando in lungo e largo per le varie sezioni, e leggendo il tuo delizioso racconto in cui andavi citando l’amata Piazza Santa Teresa …….beh, devo ammettere d’aver avuto la conferma d’essere un perfetto ebete, non avendo compreso quanto forse avrei dovuto comprendere.
    Seconda annotazione, con annesso il mio suggerimento : anche in materia culinaria sono talmente asino da meritare d’essere immerso in un pentolone come degno ingrediente basilare d’un tapulon di Borgomanero, pertanto i miei consigli dovrai prenderli per quello che potranno valere. Cionostante, non posso non invitarti a gustare le chiacchiere più chiacchierose dell’intero regno borbonico, inconfondibili per la loro leggerezza, raffinatezza e soavità. Ogni anno, durante i giorni di Carnevale, entrando in un panificio situato all’incrocio fra via Mecenate e via Imperatore Augusto, al centro del rione Commenda, di una città il cui nome è superfluo rammentare, si è all’istante attratti da ampie ceste di vimini, dove, avvolte in pallidi strofinacci, sonnecchiano leggiadre piume di pasta fritta, dorate ed infarinate, capaci di dissolversi sotto il palato in un sol sputo di tempo, non meritando la conoscenza approfondita d’alcun molare, canino ed incisivo.
    In conclusione, benchè non annunciata in principio di post, permettimi, in breve, una terza annotazione in materia gastronomica. Nel corso del tuo girovagare televisivo da esperta foodie nel Ticino, ti è capitato d’incontrare il proprietario d’un ristorante caratterizzato da una splendida cucina a vista : avendo tu citato il nome Romanelli, antico paradiso dei frittolosi di Brundisium, sarebbe bello se in futuro, quando ne avrai l’occasione, tu descrivessi, per iscritto od in televisione, la rappresentazione allestita in quella pizzeria, di cui ogni cliente può essere spettatore, con gli attori imbiancati che brancicano, sculacciano e friggono i calzoni ripieni, e dove l’antica scenografia, fatta d’ampie vasche stracolme d’olio borbottante, in particolare d’estate, è capace d’echeggiare gli infernali paesaggi narrati dal nostro amato Dante.

    P.S. Nel Salento mangereccio, la disputa fra Romanelliani e Botteghinari continua ad essere sempre viva, e pare che addirittura su Facebook sia presente una discussione in proposito : considerandoti la maggiore esperta dell’universo in materia di fritti, e pertanto, giustappunto, anche delle celebri fritte di Brundisium, a quale dei due schieramenti ti senti maggiormente vicina ?



Lascia una risposta

Devi accedere per inserire un commento.