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Martedì 30 Novembre, 2010
pasta e ceci per Monicelli

Copio dalla mia tesi di qualche anno fa:

...la sopravvivenza italiana pare legata strettamente all’illegalità. Salvo poi risolvere l’illegalità stessa con una maniera ancora più italiana: la “mangiata” collettiva. “Siamo italiani risolviamo tutto a tavola” sembra il messaggio lasciato dai soliti ignoti, “anche una rapina”. E difatti Gassman, Mastroianni e compagni, dopo il fallimento del colpo, pensano bene di sedersi davanti a un tegame di pasta e cecia farsi consolare da cucchiaiate consistenti. Non solo, la discussione sul “come è venuta” soppianta del tutto la non riuscita dell’impresa e diventa un vero e proprio elogio del piatto popolare. Una novità cinematografica gustosissima, considerando che non è la solita pastasciutta. Forse perché è stato cucinato da Nicoletta, la ragazza da sposare perché bella, buona e brava ai fornelli. “La mangiata di pasta e ceci è la dimostazione incontrovertibile del fatto che l’unica ricchezza che vale la pena di rubare e quella che alla fine finisce nello stomaco e non nelle tasche” ha scritto Paolo Mereghetti. Affermazione valida se non fosse che un attimo dopo, per scaldare degli involtini trovati in frigorifero, lo sventurato Capannelle fa esplodere la bombola del gas…

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Mah, oggi forse scriverei in maniera diversa…

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Oggi anzi come omaggio a Mario Monicelli non scriverei neanche una riga ma solo la ricetta della pasta e ceci immaginando che adesso, in qualche posto, quella banda di ladri si riunirà ancora  e Mario sarà un altro dei commensali. E immagino quante battute ciniche e spietate si scambieranno parlando dell’Italia di oggi e forse i commenti alla pasta e ceci saranno infine i più interessanti e siccome, si sa che di paste e ceci non ce n’è una uguale all’altra e io non mi chiamo Nicoletta, né sono bella come la Cardinale…

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ecco la mia versione regionale ossia Ciceri e tria

Ciceri e tria” è la zuppa di ceci e tagliatelle corte di farina integrale consumata per il giorno di San Giuseppe e per tutto il periodo pasquale (per fare un po’ di storia, il termine tria deriva dall’arabo “itriya”, significa vermicelli ed è all’origine di tutte le paste alimentari). Particolarità della ricetta tradizionale è il fatto che una parte delle tagliatelle vengano fritte e aggiunte alla minestra di pasta e ceci al momento di servire.

Ingredienti per 4

Preparazione: 10 minuti

Cottura: 1 ora + 20 minuti

400 g di farina di semola di grano duro, 500 g di ceci, 2 pomodori maturi, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 1 ciuffetto di prezzemolo, peperoncino fresco, olio extravergine d’oliva, olio di arachidi per friggere, sale

La sera prima mettere a bagno i ceci, sciacquarli e metterli in un tegame (preferibilmente di coccio) ben coperti d’acqua. Lessarli per circa un’ora finche non saranno cotti, schiumarli e procedere secondo la ricetta aggiungendo le verdure, un filo d’olio e il sale necessario. Impastare le due farine con un po’ d’acqua ottenendo un impasto sodo. Avvolgere con pellicola trasparente e lasciar riposare per almeno mezz’ora. Stendere la pasta non troppo sottile e ricavare delle striscette larghe come tagliatelle e lunghe circa un dito. Friggerne un terzo in olio bollente e asciugare molto bene con carta assorbente. Cuocere le restanti tagliatelle in acqua salata, scolarle e versarle nella zuppa di ceci, unire la tria fritta e completare con un bel giro d’olio e il peperoncino fresco.


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2 commenti per “ pasta e ceci per Monicelli ”

  1. tbrevi ha scritto il Giovedì 9 Dicembre, 2010 alle 10:01 am :



    Trovo che questo omaggio per ricordare im maestro sia davvero azzeccato!
    Bella idea questa minestra di ceci; mi vieni in soccorso in un periodo in cui il mio compagno richiede sempre minestre e zuppe ed io sto esaurendo le idee. Tra l’altro può essere l’ultima volta che riesco a preparare della pasta frasca perchè da settimana prossima mi dovrò dedicare a tempo pieno alla mia piccola che sta per nascere!
    Ps. E’da tempo che ti volevo ringraziare perchè secondo me ci ha messo lo zampino la tua zuppa magica…grazie ancora!

  2. Squaquerello ha scritto il Giovedì 9 Dicembre, 2010 alle 2:27 pm :



    I miei più sinceri complimenti per aver saputo ricordare il buon Mario Monicelli in maniera delicata ed intelligente, deliziosamente distinguendoti da tutti coloro che, dopo la sua morte, con le loro sciocche ed inopportune affermazioni, ancora una volta non hanno potuto fare a meno di partecipare alla grande abbuffata del fastoso banchetto della stupidità.



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