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Venerdì 17 Settembre, 2010
i bibanesi sono più amici dei grissini

…sì sì sono più amici di noi povere panificatrici della domenica, sono più buoni, più docili, forse meno perfetti e più bruttarelli dei cugini fighettigrissiniperfetti, ma si fanno volere un gran bene. Mettiamoci pure che io coi grissini non è che abbia un gran rapporto, per quel loro essere metereopatici, che vengono buoni una volta si e cento no, a seconda di come gli gira o gira il vento, e mettiamoci pure che proprio con un meteorologo grissinaro una volta sono incappata in una clamorosa gaffe che manco la Clerici...

Al bando i grissini dunque e lunga vita ai bibanesi, e ora che li ho scoperti (quelli fatti in casa intendo ché quelli compri li conosco da tempo immemore… per l’esattezza dal primo master in giornalismo enogastronomico del gambero quando durante le degustazioni di vino spuntavano sempre e dovevano servire, uno ogni tanto, a “parare” i colpi tra un sorso e l’altro, mentre per me era esattamente il contrario, il vino serviva a mandar giù i bibanesi visto che me ne facevo fuori pacchi interi!!! forse è per questo che non sono diventata  “enoqualcosa” e mi sono buttata di brutto sul gastro?!) non me ne staccherò così facilmente. Degni addirittura di una foto sul balcone come se fossero spuntati per magia, vicini alle odorose piantine che grazie al tempo comascoclemente di questi giorni stanno resistendo…

Ed eccoli qua i miei “proud” bibanesi panificati da me, in pirsona pirsonalmenti, (e non me ne voglia  la premiata ditta DA RE: tranquilli amici, continuerò a comprarvi, siete sicuramente più buoni ed economici di ogni esperimento casalingo, ché ognuno si sa, deve fare “el so mestè”, ma oggi lasciatemi il mio momento di gloria…), semplici e veloci, durata totale dell’operazione 2 ore per 1 kg di croccanti e leggeri esemplari UNO DIVERSO DALL’ALTRO.


Ah dimenticavo la ricettaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa:

500 g di farina 0 o manitoba

250 g d’acqua naturale non fredda

15 g di lievito di birra

60 g d’olio extravergine d’oliva (il famoso 12% dichiarato in confezione)

30 g di strutto (o burro fuso)

10 g di sale (un cucchiaio)

10 g di malto d’orzo o di riso (un cucchiaio)

semi di sesamo (2-3 cucchiai)

Impastare tutto, tranne i semi di sesamo, preferibilmente nell’impastatrice (io bimby con spiga, 5-8 minuti, il tempo di prepare teglie e carte forno). Formare una palla e lasciar lievitare mezz’ora coperto da un foglio di pellicola per microonde (ché non attacca). Rovesciare siulla spianatoia “spolverata” di sesamo e appiattire leggermente, con un coltello affilato o tagliapasta ricavare dei bastoncini irregolari (attenzione a non tirare troppo, diventerebbero odiosi e banali grissini) e sistemare su teglie rivestite di carta forno. Lasciar lievitare, coperto, almeno un’ora, nel frattempo accendere il forno a 180°C ventilato e andare aprendere un caffè o rimettere a posto la cucina. Tornate rinvigorite, infornare gli amici per 20-25 minuti senza far colorire troppo. Togliere dal forno lasciar intiepidire e asssaggiare: i biba più sottili saranno perfettamente croccanti, asciutti  e friabili dentro, quelli cicciotti saranno morbidi e paciosi, golosi in quemomento ma destinati a finire presto, quindi avranno bisogno ancora un po’ d’aria e d’asciugarsi a dovere, perciò abbassare il forno a 100° C e lasciarli seccare (o biscottare, come se fossero cantucci o friselle pugliesi per intenderci).

Nel frattempo approfittate del forno caldo per cuocere una focaccetta ai pomodori infossati (nelle ultime due foto) e risolvere il pranzo…

Baciobibanese a tutti

Ah dimenticavo 2: i bibanesi saranno ovviamente  tra le ricette di uno dei corsi di cucina dell’autunno che sto per presentare….


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