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Venerdì 3 Settembre, 2010
di acqua, di respiro, di sale, di acciughe…


di acqua di respiro di passi sparsi di bocconi di vento di lentezza di incerto movimento di precise parole si vive di pastis, bouillabaisse, cuscus complet e vino arabo, croissant e café au lait, si vive, di passedat (o passerà?),  di pane, di olio, di saucisse toulosaine et huitrés, no les huitrès non ci sono, che non è stagione, ci sono i cannolicchi, ancora meglio, arrostiti e caramellati, bruciacchiati e affumicati, che di qui a poco si chiameranno navaja e saranno più buoni ancora e ancora le meilleur cassoulet de ma vie (grazie era il primo!), un bistrot tout canard a Pau che si legge po’, macaron (non colorati) de biarritz, pintxos fino alla morte, menu del dìa, menu del peregrino, la coquilla di Santiago che te la devi conquistare, la fabada asturiana che la devi digerire, le ostras di san vicente che non me l’aspettavo, i mariscos per turisti che se lo sa mio padre mi uccide, l’arroz con abogante che mai mi sono sentita così a casa, il panino del nonno fatto tapas con la scatola di acciughe più buona del supermercato, i peperoncini e un queso così così per non perdere l’abitudine… di questo si vivedi lentezza, di incerto movimentodel cibo più semplice dove non te l’aspetti, dei tre pomodori più buoni del mondo al museo, di indivia che provoca invidia per tanta lentezza e sapienza, che non l’ho mai potuta sopportare ma adesso è qua a farmi capire che tutto si può fare, che si può trasformare una insulsa, inutile e dannatissima barbabietola in un, carnoso e pescioso insieme, piatto forte, si può tenere una tavola bianca e vuota perché il resto è superfluo, si può appoggiare un quarto di pagnotta di pane sulla tovaglia e mangiare verdura condita con le mani, chi l’avrebbe mai detto, l’essenza del finger food dentro il museo ricoperto di squame marine, scintillante al sole e lucente di notte, col puppi fiorito a fargli da guardia… di questo si vive, di teatro, di ballo sociale… e ancora pintxos, tanti, troppi, fighetti, popolari, debordanti e riempipancia, inarrivabili e mai veramente compresi, e churros antisbronza e croissant a la plancha, e solo e cortado, e parillada e vino tinto, tortilla colante a colazione e bacalao in ogni dove, sidra come se piovesse e cava per ricominciare, la cuchara di un santo, quattro disgraziati in una cucina due metri per due e quattro piatti da non dimenticare e da rifare, presto rifare senza copiare, e tante stelle cadute a caso che la mattina dopo già dimenticate, troppe chiacchiere da smentire, da non considerare, troppi scontrini da riordinare, troppi menu da conservare, cioccolatini, zuccherini e tappi promemoria incollati sul fondo della borsa, lingue sovrapposte, grammatiche straniere che ci confondono… di questo si vive, di mediocri incontri, di profumi ardenti di accidenti, si balla, si vive, si fa festa… la festa del santo, la spiaggia più bella, l’acqua più fredda, la pelle bruciata, pranzare alle quattro, per me solo acciughe, alici, anchoas, boquerones, crude, marinate, arrostite, fritte, con l’olio, con l’aglio, col pane, col peperone lucido, voglio fare un ristorante solo di acciughe, ho trovato un bar di pintxos solo di acciughe, un pezzo di pane e sopra un’acciuga, al riccio, al granchio, alle uova di pesce, alla frutta, alla mela e foie gras, che bello, voglio rifarle, voglio cucinare le quattro stagioni dell’acciuga, l’Alice nelle città, le città delle alici, Santona, L’Escala, il museo dell’acciuga, la salazon, il sale sulla lingua, il sale sulla pelle, me lo vogllio ricordare il gusto del sale, ho comprato un sacchetto di sale, si è rovesciato nella borsa, cadendo sugli zuccherini incollati, ho una borsa piena che odora di bottega, di retrocucina, di legna, di brioche sbriciolate, accidenti a me… di profumi ardenti di accidenti, si vive di fortune raccontate e di viaggiare e si cammina stanchi… pellegrini stanchi sul cammino, me la voglio fare tutta questa strada fino al punto esatto in cui … in cui si capisce qualcosa, in cui si incrocia qualcuno  e si va avanti, si torna indietro, all’incontrer, a santander, bella verde e blu cantabria, vento, scogliera, la strada, le feste di paese… si vive di pane di speranza di bere un vino buono per l’estate … pane e vino, pane e formaggio, pane e prosciutto, pane e pomodoro, si torna verso pane e pomodoro, che tanto è sempre là che si torna, alla colazione, alla merenda da bambini, alla cena di sempre, pane bagnato e semi di pomodoro… rotolando si vive, di discorsi leggeri… per finire invece ancora sorridenti… ancora  tanto sorridenti confusi e contenti… continua…


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3 commenti per “ di acqua, di respiro, di sale, di acciughe… ”

  1. Squaquerello ha scritto il Giovedì 7 Ottobre, 2010 alle 12:31 pm :



    Nel divorare con le retine questo delizioso menù di sensazioni, intinto in una salsa vellutata di flusso di coscienza, quest’oggi credo d’aver infranto ogni record d’apnea di Jacques Mayol, Enzo Maiorca e loro emuli : al termine della piacevole lettura ammetto infatti che il mio viso fosse gemello di quello paonazzo d’una melanzana viola di serra. Ero a conoscenza degli effetti benefici delle acciughe per l’ugola di chi va emanando vocalizzi, ma non immaginavo che la loro ripetuta somministrazione generasse simili felici esiti per l’ispirazione d’una fine scrittrice che sa anche esser eccelsa maestra tra i perigliosi fornelli. Il retrogusto di questi avvincenti racconti che profumano d’olive, di sale, di pesce azzurro, di Spagna, di nostalgia dell’infanzia, nonché di detersivo ai frutti di bosco per rendere lindi gli impeccabili orinatoi svizzeri, è un misto di dolce, amaro ed agrodolce. L’unico sapore sgradevole percepibile nelle tue parole è quell’ingiustificata sfiducia nelle proprie capacità : non è infatti assolutamente vero che Sei un’eclettica cuoca, sai essere una convincente divulgatrice in materia culinaria, “buchi lo schermo”, ed affinando il tuo stile, potresti essere una egregia scrittrice. Prima o poi (meglio prima che poi) dovrai scegliere cosa essere nella vita, ma con un giusto blend delle tue molteplici anime, non escluderei che tu possa essere, con eccelsi risultati, allo stesso tempo, tutto questo ed ancor di più : l’importante è avere maggiore chiarezza d’idee, e soprattutto, credere in stessi.

    P.S. Perdonami per il censurabile ritardo con cui ho letto i tuoi deliziosi posts, ma sono stato lontano da Internet per qualche tempo. Per onor di cronaca, e proseguendo con le confessioni, ammetto di non aver avuto il piacere di conoscere un vespasiano della simpatica e splendida Svizzera, ragion per cui ho dovuto immaginare il profumo del detersivo con cui vengono candeggiati : pertanto, nell’ipotesi che fossi incorso in un deprecabile errore, escludendo peraltro che possa esistere un detergente all’odor di cioccolata, ti prego d’accettare le mie scuse per la possibile mancata veridicità della mia precedente supposizione.

  2. Squaquerello ha scritto il Giovedì 7 Ottobre, 2010 alle 1:03 pm :



    Perdonami per il doppio post ma nel testo precedentemente scritto,per qualche motivo tecnico, è scomparsa la citazione della tua frase ……brava in qualcosa veramente non lo sarò mai…..,alterando completamente il senso di quanto scrittoti.

    Pertanto riscrivo il mio testo originale: Non è infatti assolutamente vero che ……brava in qualcosa veramente non lo sarò mai….. Sei un’eclettica cuoca, sai essere una convincente divulgatrice in materia culinaria ecc..ecc..

    Mi scuso nuovamente, segnalandoti che, scrivendo nel tuo blog, s’incontrano delle difficoltà per motivi tecnici: le virgolette, ad esempio, si trasformano in punti interrogativi, ed oggi ho scoperto che il testo presente fra due parentesi quadre scompare nella versione presente nel web. Ogni volta che posto ho timore che qualcosa scompaia o che risulti mutato il senso del mio commento: spero che in futuro il problema sia risolvibile, altrimenti scrivere nel tuo blog si trasformerà in un percorso ad ostacoli.

  3. vivla ha scritto il Sabato 9 Ottobre, 2010 alle 9:34 am :



    caro squaquerello, il blog è un disastro, lo so, adesso non mi carica neanche più le foto, altro che percorso ad ostacoli per me è un girone dell’inferno. Urge rifare tutto, presto presto presto…
    grazie per i complimenti ma permettimi di ricambiare, stavolta, interessante scrittura amico (e belle supposizioni vespasian elvetiche)! A presto



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