pres4cription4 tramadol 50mg drug hydrochloride tramadol buy tramadol, what does a tramadol look like, 6fhFeT, viagra for women, ulf ; Vn9bFN, viagra and eating a meal; xanax without a prescription; tramadol pain receptors; NHKkguO; viagra boost as viagra, EHhCAG; VCbsO, time of day to take viagra, viagra, valium viagra interaction, viagra art; Csi1UGo, w7eZ; buy cialis; JLzDDI8, z2vHfj, cialis mexico LoDLSGC; viagra samples WtNnl, u2G5L, online pharmacy prescription drug viagra, k8RtdfEA
 菲律宾sunbet官网_进入申慱sunbet官网_菲律宾申慱sunbet最新登陆


Martedì 13 Aprile, 2010
Semplicemente Ana Ros

Iniziata alla grande la rassegna San Pellegrino Sapori Ticino 2010, quest’anno dedicata orgogliosamente alle donne, con Ana Ros regina di una serata magica. All’hotel Delta di Ascona, domenica sera, l’atmosfera era a dir poco fervente e l’entusiasmo incontenibile, come nei debutti più attesi.  Ana ovviamente è andata al di là di ogni aspettativa confermando tutto il talento che le viene riconosciuto e conquistando chi ancora non la conosceva. Menu perfetto, pensato in maniera intelligente, realizzato (seppur con le difficoltà di lavorare “fuori sede”) ottimamente e supportato dal fascino irresistibile, e sempre più irrinunciabile, dei vini sloveni (merito  indiscusso di Walter Kramar, il marito di Ana, fautore di una cantina meravigliosa che coinvolge i migliori produttori della zona e produttore lui stesso con la famiglia di diverse e validissime etichette). Applausi fragorosi e scintille dunque per lei che sempre più spesso viene definita “la chef del futuro”. E’ giusto così, Anna è attuale, moderna, all’avanguardia e innovativa in cucina e nel suo modo di essere. Abbiamo riso insieme quando le ho detto che ormai a Milano viene ricordata come quella con gli stivali rossi, dopo che a Identità Golose di quest’anno si è presentata sul palco con la giacca da chef e un paio di aggressivi e bellissimi stivali rosso fuoco. Abbiamo riso perché questo ancora è il mondo delle frasi fatte, degli slogan o degli articoli scritti “per sentito dire”. Per conoscerla un po’ di più e andare oltre le etichette comode e banali vi invito a vedere questo filmato e la puntata dei Cucinatori dedicata a lei dove ho provato a rifare un suo piatto chiamato appunto Semplicità. Semplicità si chiama pure la pagina di diario che ho scritto dopo l’esperienza in Slovenia ospite di Hisa Franko.

Eccola qui:

“Vorrei che le mie mani fossero il prolungamento della mia testa. Vorrei avere la lucidità e la forza per continuare a fare la cucina in cui credo”. Ana Ros è un fiume in piena, fresca, cristallina e impetuosa come le acque del suo Isonzo blu. Ma queste parole per me hanno un significato speciale, mi arrivano dentro come acqua scrosciante e limpida appunto. Perché hanno a che fare col fatto di essere cuoca completamente e concretamente, di sentirsi cuoca con la testa, con il cuore e con ogni particella di me stessa.

Mi ha colpito nel profondo Ana Ros, il viaggio in Slovenia è stato uno dei più significativi. Butto giù un po’ di pensieri. Di cucina, di piatti e ricette, ma anche di persone e di profonde commozioni.

Mi appunto subito le cose che non devo dimenticare, Ana e i prodotti del suo territorio, Ana la sua terra, Ana e la sua cucina leggera ma saporita, nuova ma mai  stereotipata e banale. Non sono solo frasi, ripenso ai piatti che ho mangiato e la parola giusta è Equilibrio. Ana non fa dei piatti semplici, ci sono tanti ingredienti, tanti sapori eppure c’è sempre equilibrio. In bocca ma anche in testa. Equilibrio di gusto e poi come dire anche equilibrio di luogo, di tempo, di senso. Tutti i gusti sono sollecitati e tutto si concretizza in un’armonia perfetta. Ma gli abbinamenti, l’associazione di gusti e sapori non è mai casuale o volutamente provocatoria. E’ la somma della sensibilità femminile, dell’intelligenza della donna straordinaria che è, del palato personale, delle emozioni provate, dei ricordi dei viaggi, del gusto estetico e soprattutto della conoscenza (innata e acquisita) della cucina slovena, dei suoi prodotti poveri ma incontaminati e delle ricette tradizionali. Mettere insieme lingua di vitello e cren è quasi spontaneo, sono due cose che da sempre stanno insieme e fanno parte della tradizione. Metterli insieme come fa lei, scegliendo una lingua di manzo di un produttore conosciuto e fidato, cuocendo la lingua a bassa tempreratura e conservandola sottovuoto per preservarne gli umori, affettandola sottilmente solo al momento dell’utilizzo, perdendo magari qualche minuto in più nel servizio (perché – dice- se la tagli fresca lo senti, non si può fare troppa mise en place, la cucina deve essere espressa), alternandola a strati a verdure crude dolci amare fresche e croccanti (zucca cruda, barbabietola di Chioggia, ravanello) abbinando ancora salsa al wasabi e …, è tecnica, creatività, sensibilità, bravura, talento e pura intelligenza.

La stessa sensazione si avverte in tutti i piatti, non è perfezione ma l’idea precisa che tutto “torni”, tutto abbia un senso, tutto sia fatto con criterio e testa. Non è una cucina improvvisata, come dice lei ha studiato tanto e prima di arrivare a un piatto prova e riprova tante volte, ma l’idea iniziale è in testa, o nel cuore che poi è il desiderio di cucinare i piatti che sente, che deve fare.

Il menu innovazione è sorprendente per la varietà e la molteplicità di gusti. Per la non banalità  come ho detto e per il fatto di non cadere nei soliti stereotipi da congresso o da ristorante stellato. Ma non è solo quello, forse la sensazione più forte è che la cucina di Ana è una cucina per le persone, per far star bene la gente che decide di andarla a trovare e vuole sentire il luogo, il territorio, il contatto con le persone.

Un piatto di Ana ti dice dove sei, capisci, senti di stare in Slovenia, un suo menu diventa un vero e proprio viaggio per fiumi, boschi, vallate, montagne…

La ricetta

Questo è un piatto di Ana Ros, il suo piatto simbolo, c’è dentro il territorio ma anche Ana stessa, la sua intelligenza, la tecnica, il talento, la creatività, l’intuizione geniale, la semplicità.

Semplicità è appunto il nome del piatto, si tratta di un brodo leggero di trota col filetto di pesce cotto nell’acqua del ruscello antistante la cucina, pasta ripiena di crema di patate semiliquida e abbinamenti insoliti che lo rendono perfetto dal punto di vista del gusto e ricco di senso, di perché.

L’acqua è l’elemento ideale di Ana, la Slovenia è ricca di corsi d’acqua e ruscelli e in più vi scorre quel grande fiume che è l’Isonzo. Acque blu e cristalline che regalano paesaggi e sensazioni uniche oltre alle trote pulite e sguscianti. Nel piatto di Ana la trota è cotta nell’acqua fresca, appena portata a bollore e tolta dal fuoco (dopodiché il filetto viene immerso e lasciato in infusione per 5 minuti), con gli scarti e qualche verdure si prepara un fumetto leggero di pesce, si filtra e si tiene da parte. I ravioli di pasta fresca all’uovo (tenuta piuttosto spessa come da tradizione) sono ripieni di crema di patate morbida che in cottura diventerà semiliquida. L’erba cipollina che di solito si trova nei ripieni di patate sta fuori, fresca e appena tagliata, a regalare freschezza pungente. Alga nori tostata e semi di sesamo sono l’esotico, i sapori acquisiti in viaggio. Olive nere daranno amarognola e preziosa untuosità. Si compone il piatto con alga, olive e sesamo, due ravioli cotti in acqua salata, un pezzo di trota al centro e per finire erba cipollina, alga tostata e uova di trota. A tavola una teiera colma di brodo sarà versata al momento.


Puoi seguire i commenti a questa notizia attraverso RSS 2.0 feed.
Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.





Lascia una risposta

Devi accedere per inserire un commento.