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Lunedì 18 Gennaio, 2010
du iu laic meusa?

Come diceva Gaber in non ricordo più quale canzone, bisognerebbe amare anche la parte interiore di una persona, bisognerebbe amarne il cuore certo, ma anche il fegato, i polmoni, la milza…

E forse perché l’intensa vita interiore di una cuoca non può prescindere dalle concrete interiora terrene, in questo periodo non riesco a distogliere l’attenzione da tutte le frattaglie, viscere e budella possibili e immaginabili.

Ho finito l’anno con una zuppa di animelle indimenticabile e l’ho iniziato con testina bollita da sciogliersi in bocca rimpiangendo però l’amato “marro” brindisino (o cazzimarro, versione extralarge dei più noti turcinieddi, involtini di rene, polmone, fegatino e budella cotti alla brace). Il primo piatto inventato del 2010 (ancora in prova a dir la verità, ché di fegato non ce n’è mai abbastanza) si intitola “ci vuole fegato” ed è un incalzare di versioni tra molleux e fritture. Due giorni a Roma ed è stato un trionfo di animelle fritte e arrostite, cervello e pajata. Adesso attendo la telefonata del macellaio che mi deve assolutamente procurare (sotto minaccia) un pannicolo (diaframma) per una nuova ricetta. Ma l’amore più intenso e “viscerale” è siculo e si chiama MEUSA, la milza che a Pallemmo ti danno in un panino morbido ai semi di sesamo, ad ogni angolo di strada. Quest’estate di pani cà meusa ne ho mangiati tanti e a tutte le ore nonostante il caldo torrido e li ricordo tutti con acquolinosa nostalgia. Da quello irrinunciabile e folcloristico della Vuccirìa (ancora più buono, ricco e debordante quando riproposto a mezzanotte) a quello un po’ deludente della famosa focacceria, da quello english version  (vedi foto 1) al mercato del Capo, a quello popolare ed economicissimo di Ballarò, al mitico e stratosferico di Franco  u vastiddaru secondo me il migliore di tutta Palermo, sia in versione schietta che maritata. E allora do you like meusa?


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2 commenti per “ du iu laic meusa? ”

  1. nerina ha scritto il Lunedì 18 Gennaio, 2010 alle 6:27 pm :



    Yes I really love meusa!! … Ogni estate vado a Palermo da carissimi amici, praticamente una famiglia allargata e non posso mai farne a meno. Forza Vivi che appena è pronta la tua versione vengo di corsa per un assaggio perfino nel profondo NORD!
    nerina

  2. tbrevi ha scritto il Martedì 19 Gennaio, 2010 alle 8:34 pm :



    Io che ogni tanto con i diaframmi c’ho a che fare… essendo una fisioterapista, sono proprio curiosa d sapere che ci fai tu in cucina… sicuramente prelibatezze! Ciao Tania



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