Come diceva Gaber in non ricordo più quale canzone, bisognerebbe amare anche la parte interiore di una persona, bisognerebbe amarne il cuore certo, ma anche il fegato, i polmoni, la milza…
E forse perché l’intensa vita interiore di una cuoca non può prescindere dalle concrete interiora terrene, in questo periodo non riesco a distogliere l’attenzione da tutte le frattaglie, viscere e budella possibili e immaginabili.
Ho finito l’anno con una zuppa di animelle indimenticabile e l’ho iniziato con testina bollita da sciogliersi in bocca rimpiangendo però l’amato “marro” brindisino (o cazzimarro, versione extralarge dei più noti turcinieddi, involtini di rene, polmone, fegatino e budella cotti alla brace). Il primo piatto inventato del 2010 (ancora in prova a dir la verità, ché di fegato non ce n’è mai abbastanza) si intitola “ci vuole fegato” ed è un incalzare di versioni tra molleux e fritture. Due giorni a Roma ed è stato un trionfo di animelle fritte e arrostite, cervello e pajata. Adesso attendo la telefonata del macellaio che mi deve assolutamente procurare (sotto minaccia) un pannicolo (diaframma) per una nuova ricetta. Ma l’amore più intenso e “viscerale” è siculo e si chiama MEUSA, la milza che a Pallemmo ti danno in un panino morbido ai semi di sesamo, ad ogni angolo di strada. Quest’estate di pani cà meusa ne ho mangiati tanti e a tutte le ore nonostante il caldo torrido e li ricordo tutti con acquolinosa nostalgia. Da quello irrinunciabile e folcloristico della Vuccirìa (ancora più buono, ricco e debordante quando riproposto a mezzanotte) a quello un po’ deludente della famosa focacceria, da quello english version (vedi foto 1) al mercato del Capo, a quello popolare ed economicissimo di Ballarò, al mitico e stratosferico di Franco u vastiddaru secondo me il migliore di tutta Palermo, sia in versione schietta che maritata. E allora do you like meusa?
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2 commenti per “ du iu laic meusa? ”
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nerina ha scritto il Lunedì 18 Gennaio, 2010 alle 6:27 pm :
Yes I really love meusa!! … Ogni estate vado a Palermo da carissimi amici, praticamente una famiglia allargata e non posso mai farne a meno. Forza Vivi che appena è pronta la tua versione vengo di corsa per un assaggio perfino nel profondo NORD!
nerina
tbrevi ha scritto il Martedì 19 Gennaio, 2010 alle 8:34 pm :
Io che ogni tanto con i diaframmi c’ho a che fare… essendo una fisioterapista, sono proprio curiosa d sapere che ci fai tu in cucina… sicuramente prelibatezze! Ciao Tania