Archivio per Novembre, 2009


E’ già quasi Natale… i tortelini non si toccano

Domenica, Novembre 29th, 2009

Già da oggi negozi aperti e vetrine addobbate a festa, come dicono i Camillas nella malinconica Bauli “è tardi si è fatto Natale”. Hanno ragione secondo me, diciamoci la verità le feste a parte gli entusiasmi delle vigilie, la gioia dell’attesa e l’enfasi di pochi topici momenti, portano sempre un po’ di malinconia, che non è proprio un’angoscia ma piuttosto languide riflessioni o dolci ripiegamenti su se stessi. Un po’ per esempio come tutte le domeniche… Oggi per esempio, domenica di pioggia, l’ultima di novembre prima dell’entrata nel mese festaiolo, ma le luminarie in anticipo sembrano tristi e solitarie, la strada è lucida di acqua e il silenzio fa rimbombare i pochi passi umani, le finestre delle case non riflettono luci calde di camini ma riflessi azzurrognoli di schermi televisivi.  L’unico antidoto è METTERSI IN CUCINA e dare l’avvio a ciò che ha veramente senso nel periodo  che ci aspetta: IL  PRANZO DI NATALE. E’ il momento di progettare il menu e decidere cosa fare per il cenone della Vigilia e per il pranzo del 25 (ma anche per Santo Stefano, San Silvesto, Epifania, ecc.).  Se avete già comprato in blocco SaleePepe CucinaitalianaGAmberodellefesteCucinadelcorriere e non avete ancora trovato niente che faccia al caso vostro è il momento di fare un passo indietro e rispolverare il ricettario della nonna. Quest’anno la parola d’ordine è tradizione: al grido di i tortellini non si toccano il mio pranzo sarà a base di tortellini in brodo di cappone, insalata di gallina con mostarda, tacchino ripieno e dolci ipercalorici (nella foto Struffoli ai canditi). Lo stesso menu che, non a caso, prepareremo in anticipo martedì prossimo al corso di cucina di Natale a casa 7.

Ci sono ancora pochi posti, ecco tutte le info: (more…)




gattò a francisi cioè il nostro timballo del Gattopardo

Giovedì, Novembre 26th, 2009

Lo ammetto: era la prima volta che lo facevo ma evidentemente il fazzoletto di lino di Angelica Sedara, l’acconciatura con tanto di retina gattopardesca e soprattutto la presenza di Mariano al mio fianco mi hanno portato fortuna. Il timballo di maccheroni era quanto di più desiderato e temuto nella mia carriera di cuoca e volevo che venisse proprio come Giuseppe Tomasi di Lampedusa l’aveva descritto, con l’oro brunito dell’involucro, la fragranza di zucchero e di cannella… il fumo carico di aromi quando il coltello squarciava la crosta… i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima di maccheroncini corti, cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio”. Soprattutto non  volevo far torto a Visconti che nel film del 1963 aveva, con tutta la perfezione stilistica del caso e impareggiabile coerenza gastronomica, mostrato una torre sontuosa di pasta sfoglia a più strati “come vuole la tradizione” che aveva fatto esclamare con sollievo al bel Tancredi “pensa se avessimo cominciato con un potage”. Insomma lo sappiamo che più un piatto è mitico e più è difficile affrontarlo però stavolta  posso dire con orgoglio che il NOSTRO timballo realizzato seguendo la ricetta del 1860 del “gattò a francisi” è riuscito. Non ci credete? Ecco la prova dei nostri eroi, Mariano e io cucinatori!

PS: Per chi volesse cimentarsi ecco la ricetta, è lungo ma non difficilissimo, in bocca al lupo e se volete il fazzoletto di Angelica come amuleto sono disposta ad affittarlo:

Il timballo di maccheroni.

tratto da

Il gattopardo, Luchino Visconti, 1963. (more…)




maccarone m’hai provocato…

Mercoledì, Novembre 25th, 2009

tutto torna sempre nella vita, e come diceva ai tempi leggeri della mia gioventù all’Università di Bologna l’illustrissimo Umberto Eco “la tesi è come il maiale, non si butta via niente“! Ecco quindi che riprendo in mano a distanza di tempo il mio saggetto Dalla fame all’abbondanza e lo uso per ciò che il mio professore di Storia del Cinema considerava  MATERIA BASSA, non degna di essere trattata in una tesi di laurea: La CUCINA. Ho fatto un giretto un po’ largo ma alla fine là sono tornata, a cucinare le ricette del cinema italiano. Non che voglia sminuire il percorso storicosociologicointellett…qualcosa che sta dietro a  quel lavoro, ma finalmente posso dire la sacrosanta verità: mi sono laureata con una tesi su cinema e cibo perché  volevo provare, cucinare e mangiare TUTTE LE RICETTE DEL CINEMA!!! E adesso grazie alla complicità di Mariano Morace, splendido cuoco e brillante conduttore posso realizzare questo desiderio. Questa settimana la parola d’ordine ai CUCINATORI è CIAK SI MANGIA e io e Mariano daremo sfogo alle nostre passioni irrefrenabili per cinema e cibo addentrandoci tra i piatti più significativi e golosi che lo schermo italico abbia mostrato.

Dai MACCARONI di Albertone nostro, al timballo del Gattopardo, dalla mozzarella in carrozza di Ladri di Biciclette al banchetto infinito della Grande Bouffe, passando per zuppe neorealiste e panini con la frittata, amatriciane e paste e ceci, rognoni alla bordolese e montagne di purè, fegati alla veneta e piatti freddi. Tutto ciò condito da aneddoti su attori e film, ricordi personali e ESAMI estemporanei per misurare la nostra cultura (?!!!) culinaria e cinematografica. Buona visione.




tutta fritta ma ancora viva

Lunedì, Novembre 23rd, 2009

un po’ in ritardo ecco un assaggio della presentazione di TUTTIFRITTI a Roma alla Città del Gusto. Le foto, bellissime, sono di Giacomo Foti, e tutta la fotogallery si può vedere sul sito del Gambero. E’ stata una piacevolissima serata, saporita e croccante come un buon fritto. I piatti, una ricca carrellata di fritti dall’aperitivo al dolce, sono stati preparati ALLA PERFEZIONE da Davide Mazza, chef talentuoso, umile, gentile e FORTUNATO (lo sa lui perché!!!) che finalmente ho conosciuto di persona e col quale mi auguro di collaborare ancora. Laura (Mantovano, vicedirettore e direttore editoriale libri del GR) è stata come sempre generosa ed entusiasta nel raccontare il libro e la mia passione senza limiti per la cucina. Che dire, ancora una volta  una bella emozione per me, e quel senso misto di stupore e straniamento per tanta gente interessata, ad ascoltarmi per ore (c’è stata pure una divertentissima polemica sull’assenza, nel libro, del carciofo alla giudìa, invocato a gran voce in nome di Trilussa!!!),  per il fatto di trovarmi sul palcoscenico del Teatro della Cucina, dove di solito ci sono gli chef più importanti d’Italia, per essere stata intervistata nientemeno che dal mitico Gioacchino Bonsignore del TG5 (a proposito ma poi è andato in onda a Gusto?) e soprattutto per essere stata supportata da una brigata di allievi del corso Professione cuoco, cioè quello che avevo fatto io solo qualche anno fa. Tutto ciò è incredibile e mi rende veramente felice perché come diceva De Andrè “la strada è lunga ma ne vedo la fine…”




la mattina dopo…

Domenica, Novembre 8th, 2009

prevedibile sveglia all’alba stamattina, nonostante stanotte sia andata a dormire alle due. Colpa dell’adrenalina e dell’entusiasmo che in serate come quella di ieri sono alle stelle. La prima festa per tuttifritti da noi a Como, a casa 7 è andata benissimo. Non ci sono foto perché eravamo troppo impegnati a divertirci, sgranocchiare gli oltre mille pezzi di frittini che il mio amico Momi aveva preparato (non potevo mica mettermi a friggere per 200 persone vestita in petite robe noire), bere circa 50 litri di bollicine tra Champagne, Franciacorta rosé, Prosecco e birra artigianale, parlare di fritture, ricette croccanti e curiosità intorno al mondo del fritto. Poi c’erano i regali a sorpresa, ovvero una cartolina da ricercare tra le pagine del libro che dava diritto a premi come corsi di cucina, utensili per frittura, libri, ecc. Insomma una bella festa del fritto all’insegna dell’informalità e del piacere di stare insieme. Ringrazio tutti gli ospiti per aver apprezzato lo spirito della serata e ringrazio soprattutto tutti quelli che hanno fatto in modo, lavorando col sorriso, che la festa “scivolasse liscia come l’olio”.

Mercoledì 11 a Roma ci sarà la presentazione ufficiale al GAMBERO ROSSO, per tutte le info basta andare sul sito e magari sfogliare anche questo curioso assaggio del libro.Main.php?MagID=6&MagNo=21

Che dire, ormai la frittura è avviata, la frittata è fatta, non ci resta che friggere, siamo veramente tuttifritti




regina del fritto… per un giorno!

Mercoledì, Novembre 4th, 2009

Il simpatico volume è ufficialmente nelle librerie, sabato lo presentiamo a Como, a casa 7, tra fritture di tutti i tipi e fiumi di bollicine (dallo champagne allo spumante rosé, dal prosecco alle birre, e vabbè per chi vuole anche acqua minerale e chinotto). Mercoledì 11 ci sarà la prima romana alla Città del gusto e già la settimana scorsa c’è stata l’anteprima televisiva RSI ai Cucinatori. Su youtube gira da qualche giorno questo video in cui si vede chiaramente la passione verace e intensa dell’autrice per l’argomento… Insomma non ci si può più tirare indietro, e dunque CHE FRITTO SIA!!! E che io mi riveli finalmente per quel che sono: niente più e niente meno che una friggitrice. E a tal proposito, e non a mia discolpa, voglio pubblicare qui l’introduzione al libro, semmai ci fossero ancora dubbi…

Se dovessi cercare le origini della mia “memoria gastronomica olfattiva”, (more…)




TUTTIFRITTITUTTIFRITTITUTTIFRITTITUTTIFRITTITUTTIFRITTI

Lunedì, Novembre 2nd, 2009