Archivio per Ottobre, 2009


di che segno sei? cotoletta o wienerschnitzel?

Venerdì, Ottobre 30th, 2009

Ecco le immagini e il resoconto della sfida a colpi di cotoletta tra me e Momi ai fornelli dei Cucinatori. Nel ruolo di giudice e splendida ASSAGGIATRICE Aurelia Cattaneo Bolomey ormai regina di panature, pastelle e fritture. Secondo voi chi avrà vinto? E soprattutto voi di che segno siete: cotoletta alta, orecchia d’elefante o wienerschnitzel? Io ancora non mi decido, le divorerei tutte, proprio come ho fatto mentre Luca Bartolomei le fotografava per il libro TUTTIFRITTI (prossimo post, giuro!!!)





friggipettole a chi?!

Giovedì, Ottobre 29th, 2009

Narra la leggenda popolare che una donna particolarmente distratta e ciarliera, dopo aver messo a lievitare l’impasto per il pane, si sia trattenuta a lungo da una vicina di casa. Tra chiacchiere e pettegolezzi, il tempo passava e la pasta lievitava oltremisura. Al ritorno la donna si accorse di non poter più utilizzare la pasta per fare il pane, ma visto che doveva comunqua portare qualcosa in tavola, decise di non buttare via quell’impasto ricco di bolle e aria. Pensò invece di friggerlo nell’olio bollente e fu veramente contenta quando vide che l’esperimento era riuscito: quelle pastelle irregolari avevano un gusto stuzzicante e i parenti non solo apprezzarono ma ne furono entusiasti. Erano nate le PETTOLE e con l’oro l’azzeccato epiteto di “frici pettuli” (friggipettole) affibbiato alle donne particolarmente intraprendenti e parlantine.

In questi giorni nelle cucine televisive de I cucinatori, in onda alle 17.10 sulla RSI 1 e on line dal giorno dopo sul sito della trasmissione io e Aurelia Bolomey abbiamo proprio fatto le friggipettole.

Nel senso che abbiamo parlato, parlato, parlato… fatto un po’ di chiacchiere e risate e anche un po’ cucinato. E tra pettole dolci, salate, col baccalà della Vigilia, con le acciughe e in tanti stuzzicanti modi

(rigorosamente impastate a mano e tuffate nell’olio col metodo pugliese della pallina di pasta tra le mani), abbiamo pure buttato là l’idea di inventarci una friggitoria viaggiante o un baracchino con vendita di stuzzichini frittolosi!!! Chissà. Nel frattempo continuiamo a sfogliare e macchiare con generose patacche d’unto il libro Tuttifritti (prossimo post) e a friggere  senza sosta (stasera gara tra cotoletta e wienerschnitzel e domani gran finale col cibo di strada siciliano).

Bon appétit…




“tu sei il burro sul mio pane…

Martedì, Ottobre 27th, 2009

…sei il pane della mia vita”. Varrebbe la pena pagare il biglietto solo per sentire queste parole pronunciate da un megamagnificogalatticofichissimo Stanley Tucci/Paul Child e rivolte alla sua amata Julia/Meryl Streep.

Da oggi voglio cucinare sempre con le perle, voglio pettinarmi anni ‘50 e iniziare a mettere i cappellini, voglio scarpe col tacco alto e stare in cucina vestita di tutto punto, voglio ridere e mangiare con talento tutto quello che mi piace, voglio una macchina gialla e blu e vivere una parte della mia vita a Parigi, voglio bere cocktail con l’oliva dentro e fumare sigarette francesi, voglio un Paul Child che mi porti a mangiare ostriche in deliziosi bistrot, che sappia ballare tenendomi stretta, che mi regali pestelli di marmo e stampi da soufflè, che abbia sempre voglia di brindare a qualcosa e che vada a dormire col pigiama di seta a righe…

ma soprattutto voglio burro, tanto burro e cucinare, cucinare, cucinare per sempre… Bon Appétit!!!

PS. Ma perché non hanno fatto un film solo sulla vita dei Child, Julia non si meritava un film tutto per sé? E i due incredibili attori non avrebbero forse retto due ore di pellicola? Andiamo, è insopportabile vedere interrotte scene pazzesche di cucina, di cibo e di vita d’altri tempi con quegli intermezzi “moderni” noiosi e inutili.  Perché non rifanno un montaggio solo Julia, senza l’insulsa Julie?




arancine o arancini????

Giovedì, Ottobre 22nd, 2009

e così si è conclusa anche l’ultima puntata sui fritti.  Non so se per lo studio 1 della RSI sia stato un sollievo, sicuramente lavorare con l’odore di fritto nelle narici può diventare un supplizio, sta di fatto che alle arancine di donna Rosalia e della cuggggina Agata (rispettivamente io e la mia presentatrice preferita Aurelia Bolomey) nessuno ha resistito. Ne abbiamo impastate e fritte a dismisura ricreando in qualche modo un’atmosfera da friggitoria palermitana. Quasi la stessa provata quest’estate in “pellegrinaggio” da Spinnato, grande pasticceria di Palermo, dove ero stata a rubare qualche segreto. Guardare qui: la cuoca a palermo

P.S. 1. Le puntate andranno in onda dal 26 al 30 ottobre sulla RSI e sono state l’occasione per presentare in anteprima il libro TUTTIFRTTI per Gambero Rosso, pronto tra qualche giorno!!!

P.S. 2 In puntata io e Aurelia ci siamo limitate alle versioni palermitane con ragù e al burro dalla forma rispettivamente sferica e ovaleggiante. Ma come si sa in Sicilia la diatriba è tra arancine e arancini, femmina a Palermo e maschio a Catania, tonda o a forma di pera (foto sotto) e dai ripieni sempre diversi. Nei prossimi giorni una frittosissima carrellata di tutte quelle (e quelli) assaggiati quest’estate.




Tutti fritti, anche gli svizzeri…

Lunedì, Ottobre 19th, 2009


ovvero come ti ritorno ai cucinatori, due anni dopo, e invado lo studio di pentole fumanti d’olio, padelle spumeggianti di burro,  pastelle e panature di ogni tipo… In una parola sono tornata per friggere friggere friggere e convincere tutti che la frittura è cosa buona e giusta!!! Nei giorni scorsi abbiamo registrato tre puntate, la prima su verdure e ortaggi, poi pesci e crostacei e ancora pettole, pastelle e paste cresciute, dolci e salate. Oggi è stata la volta della carne, anzi di sua maestà LA COTOLETTA . Ma per fare una cotoletta alla milanese ci voleva un milanese, perciò mi sono portata i rinforzi, cioè il mio amico chef Momi. Ed eccoci qua, la foto parla chiaro, belli tirati a lucido,

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le lasagne sbrodolose del giorno dopo

Giovedì, Ottobre 8th, 2009

Ieri sera lezione di cucina su finger food d’autunno, 14 allievi, 3 ore e 48 minuti, 8 piatti (vogliamo ancora fingere di chiamarli finger? fingiamo o fingerizziamo!!!), diverse bottiglie di vino,  innumerevoli resti di ingredienti da smaltire.  Nessun problema, io adoro la cucina con gli avanzi, anzi faccio apposta spese molto abbondanti per poi ritrovarmi il frigo pieno pieno pieno e buttarmi nel gioco che mi piace di più: disporre sul tavolo tutto ciò che giace nel frigorifero e combinare qualche piatto che abbia un senso. La regola è non buttare via niente e soprattutto non fare nuovi acquisti. Dunque dal menu che segue

Castagne al sale affumicato, focaccia e formaggi; Paté istantaneo di arrosti misti con pane alle nocciole; Crème brulée salata allo zafferano con noci e funghi caramellati; Caponata di zucca con mousse di caprino; Zuppetta di fagioli con olio al rosmarino, polvere di prosciutto e pasta croccante; Gnocchetti di pane nel vasetto con nocciole e burro al tartufo; Pain perdu all’uva, limone e vaniglia; Il dolce autunno di Federica

restavano senza fissa dimora: un pezzo di zucca, una decina di fogli di lasagne fresche, diverse cucchiaiate di croccante di funghi e noci caramellate (more…)




una cena a costo zero, i regali dell’autunno

Giovedì, Ottobre 1st, 2009

E’ ottobre, finalmente e malgrado tutto. E’ ancora caldo e la stagione sta regalando giornate lievi e serate dolci, oltre a colori e profumi impagabili e un po’ di irrinunciabile, leggera malinconia. Sì l’autunno è proprio il periodo dell’anno che preferisco anche, inutile dirlo, in cucina. Se ci penso fin da piccola i miei gusti erano (inspiegabilmente) indirizzati a funghi, noci (fresche), castagne (crude), cachi (acerbi) e melagrane. E una delle poesie delle elementari più gustose da imparare era quella che faceva “… da il ribollir de’ tini va l’aspro odor de vini l’anime a rallegrar… gira su’ ceppi accesi lo spiedo scoppiettando sta il cacciator fischiando su l’uscio a rimirar…” eccetera eccetera. Si era San Martino di Giosuè Carducci e il mio maestro mi dava sempre bravissima quando la recitavo cantilenante, come pure quando nei temi liberi sull’arrivo dell’autunno mi inventavo con puntualissima e improbabile credibilità, passeggiate nei boschi, foglie rossastre che cadono, raccolta di ricci, castagne scoppiettanti… (faccio notare che a Brindisi a ottobre non dico che si fa ancora il bagno a mare, ma quasi!). Comunque c’è sempre tempo per scoprire cose nuove e perciò con grande orgoglio e soddisfazione che ieri, alla veneranda età che non si può più rivelare, ho fatto la mia prima vera raccolta di castagne e funghi in un bosco. Un bel mezzo chilo di castagne grosse e lucide e due gigantesche mazze di tamburo che insieme a un ciuffo di ortiche, timo selvatico e fiori di rosmarino hanno fatto buona e insolita la cena. Al di là dei timori sulla commestibilità dei funghi (ce n’erano tantissimi ma è vero che bisogna saperli riconoscere e non ci si dovrebbe improvvisare esperti) la riflessione è su quanto ci voglia davvero poco in cucina per far bene. Niente di troppo complicato, nessuna aggiunta strana o ingredienti gourmet, solo sapori facili e immediati. Con le ortiche spontanee e qualche patata si imbastisce una zuppa o degli gnocchi nudi con ricotta; le erbe aromatiche insaporiscono una  semplice focaccia che fa da base per stuzzichini con formaggio cremoso e castagne arrostite. Le mazze di tamburo (mi raccomando private di gambi e ben cotte, crude sono un po’ nocive) si cuocciono “a cotoletta” ma nel forno (già acceso per focaccia e castagne con ulteriore risparmio energetico e di padelle) dopo una veloce panatura in uovo e pangrattato. Deliziose, carnose, buone ma rese buonissime dalla gratificazione della raccolta personale e dal fatto che tutta la cena sarà costata poco più di niente. Che si può volere di più?  Ah si, ecco un  buon bicchiere di vino rosso per finire le ultime castagne… ed è subito AUTUNNO.

A proposito martedì prossimo, il 6 ci sarà il corso di cucina sui finger food d’autunno. Non proporrò le mazze di tamburo raccolte da me purtroppo ma ci diletteremo lo stesso con castagne, funghi, noci, zucche e molto altro. A presto.