Archivio per la categoria: 'passioni'


di acqua, di respiro, di sale, di acciughe…

Venerdì, Settembre 3rd, 2010


di acqua di respiro di passi sparsi di bocconi di vento di lentezza di incerto movimento di precise parole si vive di pastis, bouillabaisse, cuscus complet e vino arabo, croissant e café au lait, si vive, di passedat (o passerà?),  di pane, di olio, di saucisse toulosaine et huitrés, no les huitrès non ci sono, che non è stagione, ci sono i cannolicchi, ancora meglio, arrostiti e caramellati, bruciacchiati e affumicati, che di qui a poco si chiameranno navaja e saranno più buoni ancora e ancora le meilleur cassoulet de ma vie (grazie era il primo!), un bistrot tout canard a Pau che si legge po’, macaron (non colorati) de biarritz, pintxos fino alla morte, menu del dìa, menu del peregrino, la coquilla di Santiago che te la devi conquistare, la fabada asturiana che la devi digerire, le ostras di san vicente che non me l’aspettavo, i mariscos per turisti che se lo sa mio padre mi uccide, l’arroz con abogante che mai mi sono sentita così a casa, il panino del nonno fatto tapas con la scatola di acciughe più buona del supermercato, i peperoncini e un queso così così per non perdere l’abitudine… di questo si vivedi lentezza, di incerto movimento(more…)




che il senso del viaggio è tutto nei dettagli

Martedì, Agosto 31st, 2010

che il senso del viaggio è tutto nei dettagli, che bisognerebbe assumere il viaggio come condizione normale della vita e pensare che tutto è provvisorio, mutante e incodificabile come certi alberghi che odorano di vento, o altri che invece sanno di tutto, di troppo, di lenzuola ruvide e mal candeggiate, di brioche bruciate e scarichi intasati, di cameriere intorpidite che mischiano colonie intrepide ad afrori consolidati, di ascensori asfissianti e portachiavi pelosi o pesanti come sassi, sempre meglio di certe tarquete malplastificate che ti obbligano a tornare dieci volte dalla signorina bruttina e incazzusa della reception prima che la spia rossa lasci il posto a quella verde che ti permetterà di entrare e trovare toilette ipermoderne ma tutto a vista, con anche il cesso trasparente e la doccia rotante e illuminata a raggi laser o ancora una volta moquette scolorite e tendaggi affumicati; dice, ma dove sei stata? che viaggio hai fatto? boh forse un viaggio inutile ma necessario, che bisognerebbe “imparare a stare” o imparare a stare seduti?, senza peccare di impazienza, ai tavolini dei bar, (more…)




sogni che si avverano

Lunedì, Luglio 5th, 2010


Non è meraviglioso?  Non è l’immagine ideale per raccontare di un piccolo sogno diventato realtà, di uno di quei casi, per fortuna non rarissimi nella vita, in cui tutto torna, le cose scivolano come si deve e trovano il senso giusto, dove tutto è veramente perfetto, perché bello, sobrio, pulito, senza forzature e fatiche.  Mi scuso per questo filosofeggiare estivo e improprio, forse sarà la calura, ma non sono diventata del tutto pazza. E’ che non trovo altre parole per descrivere le sensazioni provate in questo magnifico luogo, da qualche mese, “il sogno che si avvera” del mio amico chef Momi e della dolce sposa Federica.

Proprio così, questo è un tavolo del nuovo ristorante di Momi e Federica “a lago”. Un desiderio che i due avevano da tempo, un piccolo ristorantino non solo “vista lago”, ma quasi dentro, con la terrazza che addirittura sembra galleggiare nell’acqua, con l’approdo a un passo, solo il rumore dell’acqua come sottofondo, la vista su tutti i paesini dirimpettai e le ville importanti, i colori dell’acqua e del cielo che cambiano a tutte le ore traducendosi in mille sfumature, sempre diverse e sempre emozionanti… Non so se nei desideri di Momi e Fede ci fossero proprio questi requisiti, così come li scrivo io, ma immagino di sì, anzi ne sono certa, perché a vederli qui, ora, sorridenti e raggianti come non mai, sembra che ci stiano da sempre, sembra che questo angolo di paradiso sia stato creato apposta per loro e li aspettasse, in silenzio.

E proprio il silenzio, la pace, la deliziosa sensazione di “prendersi il tempo” o di stare semplicemente a guardarsi intorno, ciò che mi piace di più di questo posto, come mi piace per esempio arrivare ancora con la luce e godere quel momento incantevole “di passaggio”, il sole che scompare dietro i monti creando striature soffuse, le candele che si accendono all’improvviso,  le bollicine nel bicchiere ghiacciato che fanno a gara per salire verso l’alto, il profumo dei fiori freschi che diventa un tutt’uno con la dolcezza delle sere d’estate. Inutile dire che l’aria è leggera e fresca, anche quando in città si soffoca e perciò è ancora più piacevole lasciarsi andare ai piatti cucinati da Momi. Una cucina affrontata come sempre con naturalezza, senza orpelli e forzature inutili, buona e onesta come chi la fa, riflesso semplice e coerente del luogo magico e silenzioso di Momi e Federica .


Ristorante Momi e Riva Stendhal

Frazione Girola

Blevio (Co)
Tel: 334 1202327

www.ristorantemomi.it




3 ravioli per 3 stelle, omaggio a Luisa Valazza

Mercoledì, Aprile 21st, 2010

Dopo gli astri luminosi di Spagna e Slovenia è la volta delle stelle italiane alla Rassegna San Pellegrino Sapori Ticino 2010. Ieri sera ha brillato alla grande Luisa Valazza, la signora della cucina italiana tristellata da tempo immemore, ospite di Dario Ranza al villa Principe Leopoldo, mentre lunedì all’Artè di Lugano, si è esibita Anna Sgroi interessante portavoce della cucina italiana all’estero, siciliana originaria di Alcamo attualmente chef patronne del Ristorante Sgroi di Amburgo anch’esso orgogliosamente stellato.

A loro, due donne chef diversissime ma con in comune tenacia e “spirito” italiano, ho pensato di dedicare un piatto a base di ravioli, la pasta come simbolo di perfezione, completezza, generosità e cucina femminile. Ricette e puntata dei Cucinatori sono visibili sul sito della trasmissione, qui ci sono le interviste realizzate nei loro ristoranti e come al solito di seguito c’è il mio diario di viaggio.

Buon appetito all’italiana.

Luisa Valazza

Il Sorriso

Soriso - Novara (Italia)

Luisa, il numero 3, la perfezione.

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A spasso con Montse (per la boqueria)

Mercoledì, Aprile 14th, 2010

Il cuore in cucina e nella vita è la frase scelta da San Pellegrino Sapori Ticino per raccontare in poche e significative  parole, la personalità di Montse Estruch, la “cocinera” catalana che lunedì sera all’hotel Splendid di Lugano ha dato vita a una serata festosa e “piena”, in puro stile spagnolo (non sono mancate neppure  belle lacrime di commozione). Menu ricco e generoso come lei, iniziato con un cocktail all’oro, tapas spagnole raffinatissime e proseguito con gamberoni imperiali con sale dorato, quaglie laccate, “coca” agli scampi, ravioli d’astice, calamari alla catalana, agnello, frutta e dolci giardini.

Montse io l’avevo conosciuta qualche mese fa, proprio a casa sua, nel pueblo blanco di Vacarisses, sotto la montagna di Monserrat a cui lei si ispira e rispetta con sincera devozione (è come se questo posto mi avesse scelta, dice). Qui di seguito riporto la pagina di diario che riguarda quell’esperienza emozionante in Catalogna. Manca però la seconda parte, ciò cosa ha voluto dire in concreto, tornare a casa e pensare un piatto che rendesse omaggio e merito alla grande chef che è Montse, e poi  anche realizzarlo, con le mani che tremano e l’ansia che secca la gola, in puntata ai Cucinatori.

Il risultato è questo giardino salato (Montse è la regina dei giardini dolci) che per me è come rievocare  quel giorno di pioggia a spasso per i Mercat della boqueria e di Santa Caterina con la mia amica Montse e l’infaticabile Angels, traduttrice di libri di cucina ed esperta gourmet.

Non mi era mai capitato di essere accolta in un ristorante tra baci e abbracci della chef che ti aspetta sotto la porta del locale, decisamente fuori orario, perché “l’accoglienza in Spagna è sacra”. Non mi era mai capitato di sentirmi così vicina a casa pur a diversi chilometri di distanza. (more…)




Semplicemente Ana Ros

Martedì, Aprile 13th, 2010

Iniziata alla grande la rassegna San Pellegrino Sapori Ticino 2010, quest’anno dedicata orgogliosamente alle donne, con Ana Ros regina di una serata magica. All’hotel Delta di Ascona, domenica sera, l’atmosfera era a dir poco fervente e l’entusiasmo incontenibile, come nei debutti più attesi.  Ana ovviamente è andata al di là di ogni aspettativa confermando tutto il talento che le viene riconosciuto e conquistando chi ancora non la conosceva. Menu perfetto, pensato in maniera intelligente, realizzato (seppur con le difficoltà di lavorare “fuori sede”) ottimamente e supportato dal fascino irresistibile, e sempre più irrinunciabile, dei vini sloveni (merito  indiscusso di Walter Kramar, il marito di Ana, fautore di una cantina meravigliosa che coinvolge i migliori produttori della zona e produttore lui stesso con la famiglia di diverse e validissime etichette). Applausi fragorosi e scintille dunque per lei che sempre più spesso viene definita “la chef del futuro”. E’ giusto così, Anna è attuale, moderna, all’avanguardia e innovativa in cucina e nel suo modo di essere. Abbiamo riso insieme quando le ho detto che ormai a Milano viene ricordata come quella con gli stivali rossi, dopo che a Identità Golose di quest’anno si è presentata sul palco con la giacca da chef e un paio di aggressivi e bellissimi stivali rosso fuoco. Abbiamo riso perché questo ancora è il mondo delle frasi fatte, degli slogan o degli articoli scritti “per sentito dire”. Per conoscerla un po’ di più e andare oltre le etichette comode e banali vi invito a vedere questo filmato e la puntata dei Cucinatori dedicata a lei dove ho provato a rifare un suo piatto chiamato appunto Semplicità. Semplicità si chiama pure la pagina di diario che ho scritto dopo l’esperienza in Slovenia ospite di Hisa Franko.

Eccola qui:

“Vorrei che le mie mani fossero il prolungamento della mia testa. Vorrei avere la lucidità e la forza per continuare a fare la cucina in cui credo”. Ana Ros è un fiume in piena, fresca, cristallina e impetuosa come le acque del suo Isonzo blu. Ma queste parole per me hanno un significato speciale, mi arrivano dentro come acqua scrosciante e limpida appunto. Perché hanno a che fare col fatto di essere cuoca completamente e concretamente, di sentirsi cuoca con la testa, con il cuore e con ogni particella di me stessa. (more…)




chef (donne) che ce la fanno

Giovedì, Aprile 8th, 2010

Qualche settimana fa, leggevo, sorridendo, dell’”uscita” dello chef Davide Oldani a proposito delle donne in  cucina. Ce ne sono poche perché “non ce la fanno”, diceva più meno così, le padelle sono pesanti, ci vuole coraggio, è un mestiere troppo duro per loro, e io sorridevo. Sorridevo perché nel frattempo io ne stavo conoscendo ben 7 (numero perfetto, no?) e mi preparavo alla settimana più importante della mia vita in cucina (televisiva) a rendere omaggio proprio a loro, al loro lavoro, al loro coraggio e al concretissimo dato di fatto che sì, le donne chef ce la fanno. In questi giorni sulla RSI ai Cucinatori vanno in onda le puntate sulle 7 chef  europee in questione, dove propongo piatti e sapori ispirati alle loro cucine e alle loro diversissime personalità; contemporaneamente sul blog della trasmissione è possibile leggere il mio diario di viaggio (scritto mentre le incontravo e mi appassionavo sempre di più alle loro vite e al bellissimo mestiere che hanno scelto) e vedere i bellissimi filmati dedicati a ognuna di loro. Da domenica prossima poi partirà la rassegna gastronomica San Pellegrino Sapori Ticino che vedrà alternarsi le sette magnifiche in altrettanti ristoranti del Cantone, un modo per vederle all’opera e capire di che cosa stiamo parlando, per arrivare infine alla conclusione che LA CUCINA DELLE DONNE ESISTE (E STA BENE).