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Archivio per la categoria: 'mi dai la ricetta?'


dire fare viaggiare tornare e… finalmente cucinare!

Venerdì, Marzo 13th, 2015

57 giorni, 8 mila miglia e 15 stati attraversati, 2 oceani e un golfo, innumerevoli piatti assaggiati, circa 4000 foto scattate, 27 tra libri e riviste di cucina acquistati, una giostra infinita di sapori nuovi (e talvolta strani), trascritti immediatamente su un quadernetto marrone (adesso invaso di macchie) che non vede l’ora di essere utilizzato…

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Questo è stato il mio viaggio alla scoperta dell’autentico “american food”, un cibo americano ricco di sorprese e diversità, a dispetto dei pregiudizi e delle esagerazioni.

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Un cibo variegato e multietnico che è la sintesi di affascinanti influenze e contaminazioni da tutto il mondo, ma allo stesso tempo, è ancora tipico e territoriale e ci parla di tradizioni consolidate e irrinunciabili…

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settembre, andiamo. è tempo di cucinare.

Martedì, Settembre 9th, 2014

SERATE IN CUCINA A CASA 7, CON LA CUOCA DELLA PORTA ACCANTO.

PER ISCRIZIONI E INFO: cuoca@lacuocadellaportaaccanto.it

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mercoledì 24 settembre 2014

dalle 20.00 alle 23.00

Sapori delle vacanze: Lisbona

Una cucina autentica e saporita quella portoghese, dominata dal candido e imprescindibile baccalà, preparato in oltre 360 ricette, dalle sardine fresche e saporite e da un infinità di cibo di strada dolce e salato (pasteis, empanadas, polpette, sfoglie di ogni tipo). Prepareremo insieme i piatti tradizionali più significativi e le ricette innovative più interessanti assaggiate nei ristoranti, nelle “tasche” e nei mercati di Lisbona. Qualche idea: baccalà com grao, baccalà com nata, empanadas di pesce e di pollo, patate a lagareiro, caldo verde, pasteis de nata.

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mercoledì 1 ottobre 2014

dalle 20.00 alle 23.00

Selfie” finger food

Il finger food più all’avanguardia si chiama “selfie”! Una serata dedicata a chi detesta la banalità in cucina e vuole esprimersi con abbinamenti e impiattamenti personali e creativi.

La serata è strutturata in due tempi: all’arrivo troverete un buffet di finger parzialmente allestiti, starà ad ognuno degli ospiti completare da sé il proprio finger prima di assaggiarlo, con tanti suggerimenti per rifare poi lo steso buffet a casa.

Successivamente, sulla base di ricette già ideate dalla cuoca, ognuno avrà a disposizione tutti gli ingredienti e le stoviglie per creare diversi selfie finger, fotografarli e partecipare a un progetto a sorpresa.

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mercoledì 8 ottobre 2014

dalle 20.00 alle 23.00

Sono solo scatolette

Chi ha detto che con qualche scatoletta non si possano fare grandi piatti? Purché i prodotti da dispensa siano di qualità e si affianchino a ingredienti freschi in abbinamenti insoliti e sfiziosi. Se amate tonno, ventresche, sardine, sgombri, uova di pesce, ma anche legumi, spezie e tutte le innumerevoli bontà dell’industria conserviera non perdete questa serata. Qualche idea: acciughe, mele e barbabietole; finger di sardine e crema di ceci; caviale portoghese con blinis rustici e panna acida; focaccia ripiena di sgombro alla mediterranea; ravioli di mare alla piastra; soufflé delicato di tonno, hoummous di patate dolci e pancetta affumicata, Can we can!

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mercoledì 29 ottobre 2014

dalle 20.00 alle 23.00

W la ciccia!

Una serata tutta dedicata ai carnivori e a chi ama cucinare piatti di carne sontuosi e spettacolari. Prepareremo insieme carni di manzo, vitello, maiale e molto altro, seguendo ricette classiche con qualche tocco nuovo e abbinandole a contorni speciali. Qualche esempio: tartare mediterranea, medaglioni di manzo al caffè, costine di maiale all’arancia, vitello al latte e nocciole.

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mercoledì 5 novembre 2014

dalle 20.00 alle 23.00

Vegetariano e senza glutine “gourmet”

Chi ha detto che la cucina vegetariana è noiosa e ripetitiva? E che i piatti senza glutine sono privi anche di gusto? A grande richiesta una serata speciale con tanti piatti senza carne e pesce, e tante ricette senza glutine, per dimostrare che si può costruire un menu squisito e di alta cucina sfruttando al massimo creatività e inventiva. Qualche esempio: tartare di zucca, tofu goloso alla giapponese, vellutata di pomodori arrostiti, cuscus di pane gluten free e ragù di pesce “fuggito”, “tagliata” di melanzane alla piastra, millefoglie di patate e formaggio, sbrisolona di mandorle alle amarene e crema al moscato.

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mercoledì 12 novembre 2014

dalle 20.00 alle 23.00

Pasticceria salata per le feste

Panna cotta, mousse, sfogliatelle, frollini, pasticcini e bignè per un buffet squisitamente… salato! Una serata fantastica per chi ama veramente mettere le mani in pasta e creare bocconcini sfiziosi per l’aperitivo, il brunch e le cene in piedi. Prepareremo diversi tipi di impasti: pasta al vino, pasta per cracker, brisé integrale, frolla con farina di mais, pasta choux. Inoltre qualche suggerimento per realizzare anche con le paste già pronte esistenti in commercio (sfoglia, fillo, pasta da pane) divertenti, veloci e furbi stuzzichini e finger food.

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mercoledì 3 dicembre 2014

dalle 20.00 alle 23.00

Aspettando Natale

Quest’anno il Natale è “comfort food”. Ricette golose e calde, per un Natale in famiglia improntato alla semplicità e alla bontà. Piatti che arrivano in tavola e fanno subito festa, piatti tradizionali di pesce e di carne, grandi classici e spunti creativi, tutti di facile e divertente realizzazione. Inoltre tante idee per finger food scintillanti ispirati alle migliori ricette della tradizione natalizia.




il ritorno di Finger food

Giovedì, Maggio 17th, 2012




quando non trovi le parole

Martedì, Febbraio 21st, 2012

quando non trovi le parole è triste perché hai un mondo dentro e non lo sai dire

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quando non trovi le parole è brutto perché a volte ti manca l’aria

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quando non trovi le parole è difficile perché senti che stai perdendo qualcosa

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quando non trovi le parole è drammatico perché le lacrime prendono il sopravvento e parlano per te

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quando non trovi le parole pensa a quanto sei fortunata perché quando una cuoca non trova le parole c’è una ricetta e di ricette i miei nonni me ne hanno regalate tante.

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Questa ricetta è tratta dal capitolo “pane e panini” di Finger food

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Nonno Vincenzo e il mio primo bicchiere di birra

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…con nonno Vincenzo andavamo tutte le sere di primavera a mangiare il panino a piazza Santa Teresa, di fronte a casa, di fronte al porto. Oggi è primavera e vorrei essere lì, con nonno Vincenzo, i panini e mio fratello che gioca a pallone sulla piazza e noi lo aspettiamo. Così invece di immalinconirmi mi sono raccontata questa storia, ecco questa storia è per me:

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pasta e ceci per Monicelli

Martedì, Novembre 30th, 2010

Copio dalla mia tesi di qualche anno fa:

...la sopravvivenza italiana pare legata strettamente all’illegalità. Salvo poi risolvere l’illegalità stessa con una maniera ancora più italiana: la “mangiata” collettiva. “Siamo italiani risolviamo tutto a tavola” sembra il messaggio lasciato dai soliti ignoti, “anche una rapina”. E difatti Gassman, Mastroianni e compagni, dopo il fallimento del colpo, pensano bene di sedersi davanti a un tegame di pasta e cecia farsi consolare da cucchiaiate consistenti. Non solo, la discussione sul “come è venuta” soppianta del tutto la non riuscita dell’impresa e diventa un vero e proprio elogio del piatto popolare. Una novità cinematografica gustosissima, considerando che non è la solita pastasciutta. Forse perché è stato cucinato da Nicoletta, la ragazza da sposare perché bella, buona e brava ai fornelli. “La mangiata di pasta e ceci è la dimostazione incontrovertibile (more…)




i bibanesi sono più amici dei grissini

Venerdì, Settembre 17th, 2010

…sì sì sono più amici di noi povere panificatrici della domenica, sono più buoni, più docili, forse meno perfetti e più bruttarelli dei cugini fighettigrissiniperfetti, ma si fanno volere un gran bene. Mettiamoci pure che io coi grissini non è che abbia un gran rapporto, per quel loro essere metereopatici, che vengono buoni una volta si e cento no, a seconda di come gli gira o gira il vento, e mettiamoci pure che proprio con un meteorologo grissinaro una volta sono incappata in una clamorosa gaffe che manco la Clerici...

Al bando i grissini dunque e lunga vita ai bibanesi, e ora che li ho scoperti (quelli fatti in casa intendo ché quelli compri li conosco da tempo immemore… per l’esattezza dal primo master in giornalismo enogastronomico del gambero quando durante le degustazioni di vino spuntavano sempre e dovevano servire, uno ogni tanto, a “parare” i colpi tra un sorso e l’altro, mentre per me era esattamente il contrario, il vino serviva a mandar giù i bibanesi visto che me ne facevo fuori pacchi interi!!! forse è per questo che non sono diventata  “enoqualcosa” e mi sono buttata di brutto sul gastro?!) non me ne staccherò così facilmente. Degni addirittura di una foto sul balcone come se fossero spuntati per magia, vicini alle odorose piantine che grazie al tempo comascoclemente di questi giorni stanno resistendo…

Ed eccoli qua i miei “proud” bibanesi panificati da me, in pirsona pirsonalmenti, (e non me ne voglia  la premiata ditta DA RE: tranquilli amici, continuerò a comprarvi, siete sicuramente più buoni ed economici di ogni esperimento casalingo, ché ognuno si sa, deve fare “el so mestè”, ma oggi lasciatemi il mio momento di gloria…), semplici e veloci, durata totale dell’operazione 2 ore per 1 kg di croccanti e leggeri esemplari UNO DIVERSO DALL’ALTRO.


Ah dimenticavo la ricettaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa: (more…)




fritte o al forno?

Venerdì, Marzo 19th, 2010

oggi il mondo si divide in due, quelli che rigorosamente fritte, crema pasticcera e amarena e gli altri, tristemente al forno…

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La ricetta è tratta da Tuttifritti, of course… e gli auguri speciali sono per il mio paparino

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Zeppole di San Giuseppe

Pare che San Giuseppe, oltre ad essere un bravo falegname, facesse anche il friggitore. Così almeno dice la tradizione popolare che lo ha investito anche dell’epiteto di Santo delle frittelle. In realtà San Giuseppe è il protettore dei poveri e per questo, in molte regioni meridionali, il 19 marzo le famiglie più abbienti organizzavano banchetti in suo onore invitando i poveri. La tavola veniva benedetta da un sacerdote e i padroni di casa, per un giorno, servivano gli ospiti speciali. Un’antica usanza salentina ad esempio vuole che quegli ospiti siano tredici e che vengano servite tredici portate, cominciando dalla minestra di ciceri e tria, proseguendo con le “barbe di San Giuseppe (pasta all’uovo con ricotta e pepe per ricordare la barba brizzolata del Santo) e finendo con le Zeppole. Di zeppole, bignè fritti e frittelle in onore del Santo del 19 marzo ce ne sono a centinaia, quella che segue è forse la più diffusa, la versione pugliese e campana, ovvero ciambelle di pasta choux, fritte nell’olio o nello strutto e guarnite con crema pasticcera e amarene. Altrettanto famose sono quelle romane dove i bignè vengono buttati nell’olio a cucchiaiate e poi riempiti di crema e spolverati di zucchero a velo.

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