l’antiristorante
Giovedì, Marzo 4th, 2010Seratona tv dinner ieri, come non capitava da tempo, divano e telecomando tutto per me e la compagnia FIGHISSIMA di Jamie’s America sul 410. Va bè a parte che io lo adoro qualsiasi cosa faccia (e qualcuno provi a dirmi che non è bravo, che è tutto finto e costruito, sarà anche tutto finto e costruito ma provate a rifarlo) la serie americana mi piace proprio tanto. Nelle prime due puntate viaggio alla scoperta della New York degli immigrati, inizio con cibo egiziano, poi cinese, colombiano, il sottobosco dei ristoranti “illegal”, normali case che diventano locali pubblici (ma segreti) per sfamare con pochi dollari gli immigrati appena arrivati, il cibo portato di notte per strada per scaldare i clandestini senzatetto, poi, per contrasto, la realtà (più borghese e fighetta) dei club delle cene private, infine Jamie stesso che apre la sua casa (un vero viaggiatore, dice, non va in albergo ma affitta la sua casetta e gira in metropolitana) a un gruppo di 8 sconosciuti per una cena “aperta” dove il prezzo lo fanno gli ospiti stessi, la compagnia magna e beve allegramente e il ricavato va in beneficienza (in questo caso al tipo che porta il cibo di notte).
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Mi piace l’idea dell’antiristorante soprattutto quella di cucinare un menu per sconosciuti e di lasciar decidere agli invitati quanto sono disposti a pagare per quella cena. Il sistema è semplice, si fissa una data, si dà qualche idea del menu (un tema o qualche indizio di ingredienti), eventualmente si invitano gli ospiti a portare il vino (magari lo stesso tipo, secondo il sistema democratico PVB, portatevi le vostre bollicine) e si aspettano le iscrizioni (su blog o posta privata). Dopodiché si comunica in segreto il luogo della cena e l’orario. Mi piace da morire questa cosa e la farò prestissimo, quanto al luogo segreto… bè uno ha la soluzione davanti agli occhi e non se ne avvede!!!
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Ps. nella foto i resti del tv dinner…






