Seratona tv dinner ieri, come non capitava da tempo, divano e telecomando tutto per me e la compagnia FIGHISSIMA di Jamie’s America sul 410. Va bè a parte che io lo adoro qualsiasi cosa faccia (e qualcuno provi a dirmi che non è bravo, che è tutto finto e costruito, sarà anche tutto finto e costruito ma provate a rifarlo) la serie americana mi piace proprio tanto. Nelle prime due puntate viaggio alla scoperta della New York degli immigrati, inizio con cibo egiziano, poi cinese, colombiano, il sottobosco dei ristoranti “illegal”, normali case che diventano locali pubblici (ma segreti) per sfamare con pochi dollari gli immigrati appena arrivati, il cibo portato di notte per strada per scaldare i clandestini senzatetto, poi, per contrasto, la realtà (più borghese e fighetta) dei club delle cene private, infine Jamie stesso che apre la sua casa (un vero viaggiatore, dice, non va in albergo ma affitta la sua casetta e gira in metropolitana) a un gruppo di 8 sconosciuti per una cena “aperta” dove il prezzo lo fanno gli ospiti stessi, la compagnia magna e beve allegramente e il ricavato va in beneficienza (in questo caso al tipo che porta il cibo di notte).
.
Mi piace l’idea dell’antiristorante soprattutto quella di cucinare un menu per sconosciuti e di lasciar decidere agli invitati quanto sono disposti a pagare per quella cena. Il sistema è semplice, si fissa una data, si dà qualche idea del menu (un tema o qualche indizio di ingredienti), eventualmente si invitano gli ospiti a portare il vino (magari lo stesso tipo, secondo il sistema democratico PVB, portatevi le vostre bollicine) e si aspettano le iscrizioni (su blog o posta privata). Dopodiché si comunica in segreto il luogo della cena e l’orario. Mi piace da morire questa cosa e la farò prestissimo, quanto al luogo segreto… bè uno ha la soluzione davanti agli occhi e non se ne avvede!!!
.
Ps. nella foto i resti del tv dinner…
Se vi piace la carne rossa, succulenta e saporita; se volete una cottura velocissima e d’effetto; se volete fare un figurone da intenditori e soprattutto se volete spendere poco… ecco la soluzione: il pannicolo di manzo. Nome tecnico diaframma, regionalmente pannula o pannore, è il muscolo piatto che separa il polmone dal fegato, quindi un muscolo molto irrorato e magro, il che ne fa un taglio di carne dalla interessantissima consistenza e sapore. In Francia, dove non sono poi così inesperti in fatto di cucina, è considerato una prelibatezza e lo si trova comunemente in macelleria o sui banchi dei mercati. Da noi purtroppo (o per forrtuna, metti che lo scoprano gli chef siamo rovinati, che poi tutti a chiedere pannicolo, si alzano i prezzi, cala la qualità ed è la fine, no no teniamocelo in famiglia…) è poco diffuso e celebrato perciò bisogna richiederlo con qualche giorno d’anticipo al macellaio di fiducia che alla prima macellazione lo tiene da parte e ve lo vende alla incredibile cifra di 4-6 euri al chilo (prezzi Italia-Svizzera da verificare). Ma tutte queste e molte altre belle notizie su Monsier Le Pannicule le trovate nell’ultima puntata della settimana LOW COST dei Cucinatori andata in onda venerdì scorso.
Settimana low cost ai Cucinatori con 5 menu, udite udite, a meno di 5 franchi (3 euro!!!). Ieri con Aurelia, dopo un divertente giro al supermercato per la spesa settimanale, abbiamo preparato due ricettine sfiziose e facili per risolvere la pausa pranzo in ufficio: rotolini di frittata alla menta e pollo “finto fritto” con Caesar’salad shakerata. Le ricette le trovate qui, sia scritte che in video. Domani pranzo in famiglia con le ricette delle nonne e poi a seguire serata con gli amici, buffet di compleanno e cena gourmet… Tutto spendendo poco, pochissimo, ma che dico, strapochisssimissimo. Scommettiamo? Bon appetit!
Mai sazi di Finger food? Il simpatico librettino traboccante di piattini, spiedini, cucchiai, bicchierini e polpettine da mangiare in un sol boccone che festeggia il terzo compleanno con questo bel regalo?
Bene allora domani sera al corso di cucina dal titolo HAPPY HOUR IN CASA meglio che al bar, faremo un brindisi speciale al fortunato libro e gli renderemo omaggio con un tripudio di finger tutti nuovi ispirati ai sapori tradizionali italiani (il tema è rilanciare l’aperitivo all’italiana) .
Qualche esempio? Dal classico PROSCIUTTO E MELONE (in versione LIQUIDA), all’intoccabile triade da bar PATATINE OLIVE E ARACHIDI (AL CUCCHIAIO), dal piemontese VITEL TONNè (ma solo DI PATATE), alla toscana PAPPA COL POMODORO (IN TAZZA), dal sardo pane CARASAU CON BOTTARGA E ZUCCHINE, alla sicula CASSATINA ma di TARTARE DI MANZO.
e INOLTRE I CLASSICI COCKTAIL ITALICI COME Americano, Martini, Rossini.
Cucineremo, brinderemo, ci divertiremo e magari verrà fuori qualche nuova idea per un altro FINGER FOOD, ché a quanto pare non ce n’è mai abbastanza…
Domenica purtroppo o per fortuna è San Valentino, croce e delizia di fiorai, gioielleri, profumieri e anche e soprattutto ristoratori. Mai come in questi giorni siamo invasi da proposte di menu dell’amore, piatti afrodisiaci, cene a due, ricette della conquista, cuori fiori e candele per rendere efficace (mah!!!) la festa dedicata agli innamorati. Anche riviste, tv e blog non lesinano consigli e suggerimenti più o meno credibili per realizzare a casa la serata perfetta. Liberi di crederci o no, io ho riproposto nel post scorso la zuppa magica convinta che funzioni se uno lo vuole veramente. In alternativa, per un San Valentino più sdrammatizzato e concreto mi sembra più adatto questo mega panino, simbolo dell’amore più verace e sostanzioso. Vi ricorda qualcosa? E’ il panino di Totò con tutto dentro, quello della scena di Napoli milionaria in cui il mitico è alle prese con uno sfilatino da cui escono miracolosamente primo secondo e contorno e poi anche la saliera, le posate e il tovagliolo. Come ho scritto sul gambero di questo mese: questo panino è un omaggio alla fantasia e all’arte di arrangiarsi. Ideale come cibo da condividere, per una esagerato pranzo in due o per una cinematografica tavolata con gli amici più intimi che non avranno paura di addentare il maxi panino, di prendere gli spaghetti direttamene con le mani o di lasciarsi andare a una scarpetta voluttuosa di uova e acciughe.
Buon (ironico) San Valentino. leggi tutto »
è tornata, è sempre lei, la zuppa più magica e necessaria che ci sia. Quella che fa innamorare o che riesce a trattenere le persone, quella che cambia l’umore o la vita.
.
E’ sul gambero di febbraio, doveroso omaggio a San Valentino e al pane che tutto crea e tutto fa (accadere). Ma è anche in versione filmata tratta da quella splendida cosa che si chiamava Spizzichi e bocconi.
.
Eccola qui, con tanto di ricetta e luuunga spiegazione. Provatela… e fatemi sapere!
.
Questa è una zuppa magica, cioè con dei poteri. Se viene realizzata come si deve e con tutti gli accorgimenti e le scaramanzie dovute ha la capacità di “trattenere” la persona per cui la si prepara. Naturalmente deve esserci, forte, il desiderio di trattenere, ovvero di far rimanere con sé chi mangerà la zuppa. Come dire questa non è una zuppa da offrire a chiunque, non è un cibo per passanti. leggi tutto »
finalmente le date dei prossimi corsi di cucina. Buon 2010 ai fornelli. Si inizia con finger food ESTREMO, solo per veri appassionati… vi aspetto.
V.
.
Per ulteriori informazioni o per l’iscrizione rispondere al seguente indirizzo di posta elettronica cuoca@lacuocadellaportaaccanto.it oppure telefonare a casa 7, allo 031 265126 dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.
-
martedì 9 febbraio 2010 FINGER FOOD ESTREMO E CHAMPAGNE
Dedicato agli irriducibili del finger food che non temono gli ingredienti più temerari e gli abbinamenti più audaci. Una serie di BOCCONI insoliti, “viscerali” e tremendamente golosi che spaziano tra interiora, frattaglie e altre succulente specialità. Qualche esempio? Cappuccino di liquirizia, petto di piccione e uova marinate; zuppa di animelle, burro alla noce moscata e tartufo; “foie gras” di vitello e cioccolato; mini panini siciliani con la “meusa” (milza); alici gravlax con gelato di champagne; “il boccone perfetto”: mortadella e ostriche affogate allo champagne;… il tutto innaffiato da mille belle bolle…
-
mercoledì 17 febbraio 2010 HAPPY HOUR: A CASA MEGLIO CHE AL BAR
Stufi di buffet affollati e stuzzichini improbabili all’ora dell’aperitivo? L’happy hour più chic è meglio organizzarlo a casa. Due lezioni consecutive per imparare a realizzare bocconcini, spiedini, cucchiai e bicchierini sfiziosi e mai banali per ricreare anche a casa l’atmosfera frizzante e rilassata dell’ora felice! Inoltre un barman professionista realizzerà ad arte i cocktail più famosi e richiesti. In questa prima lezione il tema sarà l’aperitivo all’italiana: si inizia con una rivisitazione della triade intoccabile “olive, patatine e arachidi” per passare a prosciutto e melone liquido; caprese ghiacciata e bollente; vitel tonnè di patate; cassatina siciliana salata; cucchiai di pappa col pomodoro e e alici; millefoglie di pane sardo con pecorino e bottarga…
-
mercoledì 24 febbraio 2010 HAPPY HOUR: A CASA MEGLIO CHE AL BAR 2
Nella seconda lezione il tema sarà l’aperitivo etnico. Una sorta di giro del mondo in… tantissimi finger ispirati alle cucine lontane da noi. Dal cuscus con zafferano e pollo al limone, al gazpacho con pimiento e cozze, dalla tortilla di patatine fritte, ai maki roll di tonno e verdure, dai bicchierini di hummus, babaganoush e labneh mediorentali al salmone marinato alla svedese. E il tocco esotico non mancherà neppure nei bicchieri da cocktail.
-
mercoledì 17 marzo 2010 SUSHI ALL’ITALIANA
Riso, wasabi, alghe, zenzero, soia, miso incontrano i più nostrani olio, aceti assortiti e agrumi per dar vita a sushi e sashimi dal gusto più familiare e più facilmente realizzabile in casa. Mentre per i pesci, oltre ai soliti tonno, salmone e gamberi, utilizzeremo alici, sgombri, ricciole, spigole, seppie e polpi. Tra stuoiette, bacchette e bastoncini, una lezione destinata agli amanti del pesce crudo in tutte le sue gustose espressioni.








